Ultime novità sull'indagine della NBA sui LA Clippers e Kawhi Leonard
Sono passati più di sei mesi da quando la NBA ha aperto un’indagine formale sui Los Angeles Clippers per verificare se la franchigia abbia aggirato il salary cap attraverso il contratto di sponsorizzazione tra Kawhi Leonard e Aspiration, società fintech “green” oggi fallita. Un caso che, con il passare dei mesi, si è trasformato in un labirinto di documenti, testimonianze e intrecci societari, tanto che Adam Silver ha definito l’indagine “enormemente complessa” durante l’All-Star Weekend ospitato proprio dai Clippers .
L’origine del caso: investimenti, sponsorizzazioni e un contratto da 28 milioni
Il cuore dell’inchiesta riguarda un endorsement da 28 milioni di dollari firmato da Leonard con Aspiration nel 2022, pochi mesi dopo che Steve Ballmer — proprietario dei Clippers — aveva investito 50 milioni nella stessa azienda tramite la sua LLC. Nello stesso periodo, la franchigia aveva siglato un accordo da 300 milioni con Aspiration come “founding partner” dell’Intuit Dome.
Ballmer ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento diretto nella trattativa, spiegando di aver solo facilitato un incontro: “Aspiration ha chiesto di essere presentata a Kawhi, e secondo le regole possiamo farlo. Non possiamo essere coinvolti. Abbiamo fatto un’introduzione, a inizio novembre 2021.”
Secondo diversi ex dirigenti Aspiration, però, l’azienda stava già affrontando problemi di gestione: investimenti costosi in progetti ambientali, assunzioni non strategiche e sponsorizzazioni onerose, tra cui Clippers, Athletes Unlimited e Red Sox. In quel contesto, mantenere rapporti solidi con investitori di peso — Ballmer in primis — era considerato essenziale per sostenere la credibilità della società, che nel 2021 aveva annunciato l’intenzione di quotarsi tramite SPAC con una valutazione prevista di 2,3 miliardi.
Un contratto contestato internamente ma giudicato “regolare” dagli esperti NBA
Il contratto di Leonard — 28 milioni più 20 milioni in equity — fu accolto con scetticismo da parte del management Aspiration, che lo riteneva troppo costoso e fuori strategia. Nonostante ciò, l’accordo venne firmato nell’aprile 2022, con Sanberg che promise di cedere parte della sua quota personale pur di chiudere l’operazione.
Il documento includeva obblighi standard: apparizioni pubbliche, eventi comunitari, un giorno di riprese annuale e attività promozionali. L’unico elemento insolito era la clausola “beliefs”, che permetteva a Leonard di rifiutare attività non coerenti con le sue convinzioni personali.
Una fonte NBPA ha spiegato che la clausola è “troppo ampia”, ma non rappresenta alcuna violazione: “Non c’è nulla nel contratto che suggerisca un tentativo di orchestrare qualcosa. È solo una trattativa molto favorevole al giocatore.”
Cinque agenti NBA consultati da ESPN hanno confermato che l’accordo, pur vantaggioso, non presenta elementi che facciano pensare a un aggiramento del salary cap.
Le attivazioni mai realizzate e il caso del bobblehead
Dopo la firma, Aspiration e CAA elaborarono diverse idee per attivare la partnership: collaborazioni con Drake, iniziative ambientali nelle scuole, progetti sulla sostenibilità. Nessuna di queste vide la luce. Leonard, ancora impegnato nella riabilitazione al ginocchio, non partecipò a nessuna attivazione.
Un episodio curioso riguarda un bobblehead di Leonard brandizzato Aspiration, previsto per la stagione 2022-23. Quando il gadget era già in produzione, Aspiration chiese di rimuovere il proprio nome perché l’oggetto — in plastica — contraddiceva la mission ambientale dell’azienda. Il marchio fu eliminato da packaging e materiali promozionali, ma non dal bobblehead stesso, già stampato. L’omaggio fu comunque distribuito ai primi 10.000 tifosi nella gara Clippers–Thunder di marzo 2023 .
Il crollo di Aspiration e la fine del rapporto con i Clippers
Nel maggio 2023 i Clippers interruppero l’accordo con Aspiration per mancati pagamenti. Pochi mesi dopo, la società che avrebbe dovuto portare Aspiration in borsa annullò l’operazione. Nel gennaio 2024, Bloomberg rivelò che Aspiration era sotto indagine del Dipartimento di Giustizia e della CFTC per presunte pratiche ingannevoli verso i clienti.
Nel marzo 2025 Aspiration dichiarò bancarotta, con 170 milioni di debiti. Nei documenti risultavano 30 milioni dovuti ai Clippers e 7 milioni a una società riconducibile a Leonard. Alla domanda se gli fossero ancora dovuti quei soldi, Leonard rispose: “Devo controllare i conti, ma no, era più di così.”
Nell’agosto 2025, Sanberg si dichiarò colpevole di due capi d’accusa per frode telematica, con oltre 248 milioni sottratti a investitori e finanziatori. La sentenza è prevista per il 27 aprile.
A che punto è l’indagine NBA
Lo studio Wachtell Lipton continua a raccogliere testimonianze e documenti. Non è noto se Leonard sia già stato ascoltato. Silver ha ribadito che i Clippers stanno collaborando pienamente e che la mole di materiale — migliaia di documenti, testimoni, una società in bancarotta — rende il processo particolarmente lungo.
Una volta conclusa l’indagine, Silver dovrà decidere se portare il caso davanti a un arbitro neutrale, che stabilirà se esistono prove sufficienti per autorizzare eventuali sanzioni.
Per ora, la vicenda resta sospesa tra accuse, smentite e un quadro societario — quello di Aspiration — crollato sotto il peso di debiti, indagini federali e una gestione interna giudicata caotica dagli stessi ex dirigenti.