A1 ed A2 femminile: quelle belle, tante, prime volte, I^parte
Ogni stagione offre delle prime volte, a volte tristi, a volte felici.
Oggi ci occupiamo solo di quelle felici perché è vero che il movimento femminile sta passando un periodo di grande riflessione, o così dovrebbe essere, sul suo futuro non limpido. Però è anche attraversato da scosse importanti positive che dovrebbero essere alla base di quelle riflessioni.
La Nazionale senior con la ribalta che ha guadagnato in questi nove mesi, è la prima di queste belle scosse. La prima volta, anche se in questo caso dopo un trentennio tanto per la medaglia di bronzo agli Europei quanto per il ritorno al Mondiale.
Poi c'è il campionato. In A1 si registrano due novità: la prima semifinale scudetto di Derthona e di Roseto per esempio. Attesa la prima, ma non per questo meno bella e difficile da raggiungere, inaspettata la seconda.
Naturalmente va sottolineato il grande lavoro degli staff tecnici e delle giocatrici che hanno lavorato per tali successi.
Entrambe hanno un fattore comune: società solide con idee di come investire le relative risorse. Non va dimenticata la prima finale di Coppa Italia delle piemontesi ed il fatto che per le abruzzesi è stato il primo campionato di serie ,A1.
E veniamo all'Euroleague. Per la prima volta nella sua storia lunghissima, la Reyer Venezia è approdata alla fase finale della competizione. Il prossimo 15 aprile si giocherà l'accesso alle semifinali con le spagnole del Girona alle Final Six. Sulla solidità della Reyer non ci sono dubbi ed anche qui lo staff ed il gruppo squadra hanno fatto un lavoro molto importante.
Matelica o Metallica? Il gioco di parole è spiegato qui ma anche in questo caso le prime volte sono bellissime: Coppa Italia di A2 e primo posto nel girone alla fine della stagione regolare. Un successo maturato senza squilli o clamori e per questo tanto più bello da assaporare per l'ambiente matelicese.
Poi ci sono le tante prime volte di giocatrici giovani all'esordio in campionato: accade ogni anno, ma ciò non toglie che vadano tutte accolte con applausi e speranze.
Ci sono altre storte da raccontare? Sì e ci torneremo.