La vulnerabilità dei campioni di Coppa è emersa presto, con il PAOK capace di mettere 50 punti (a 45) sul tabellone già all’intervallo e di ribaltare l’inerzia nel secondo quarto, arrivando fino a un vantaggio in doppia cifra che ha zittito il pubblico di casa per diversi minuti. Il Panathinaikos ha reagito nella ripresa, ha alzato il livello fisico, ha trovato continuità nelle letture offensive e ha costruito un margine di 11 lunghezze a poco più di cinque minuti dalla sirena, ma proprio quando la partita sembrava in controllo è arrivato il blackout totale, con i verdi incapaci di segnare nel finale e il PAOK bravo a firmare un parziale di 11-0, fino al tiro di Nigel Hayes-Davis (18 punti) che non è partito in tempo per evitare il supplementare.
Nel prolungamento la benzina del PAOK è finita in fretta, mentre Kostas Sloukas (14 punti, 5 assist) ha preso in mano il gioco e ha segnato otto dei primi dieci punti del Panathinaikos, spaccando definitivamente l’equilibrio e indirizzando gara 1, tanto da spingere Ataman a sottolineare a fine partita quanto il suo playmaker resti decisivo per l’intera struttura della squadra, soprattutto dopo i problemi fisici che lo avevano frenato nei playoff di Eurolega.
Attorno a lui hanno inciso anche le certezze interne di Matias Lessort (21 punti, 8 rimbalzi) e l’energia perimetrale di un gruppo profondo, mentre sul fronte opposto si è vista la regia esperta di Patrick Beverley (17 punti, 13 assist) e la produzione offensiva di Ben Moore (17 punti) e Brain Tyree (18 punti), elementi che però non sono bastati a completare l’impresa, lasciando la serie in mano al Panathinaikos ma con un messaggio chiaro sulla fragilità dei verdi quando abbassano la concentrazione.