Paris, Tabellini: "I ragazzi hanno tenuto quando i fischi sembravano andare in una direzione"

Paris, Tabellini: "I ragazzi hanno tenuto quando i fischi sembravano andare in una direzione"
© foto di Savino Paolella

Dopo la vittoria del Paris Basketball contro il Panathinaikos AKTOR, Francesco Tabelini ha commentato il ricorso presentato dai greci e le decisioni arbitrali che hanno seguito quell’episodio. Nella conferenza stampa ha espresso soddisfazione per la prova della sua squadra, sottolineando che il successo era meritato: «Sono felice per i miei giocatori, hanno fatto una grande partita e la vittoria è giusta. Siamo stati avanti per tutta la gara e abbiamo resistito anche dopo l’interruzione causata da un challenge di Ataman, che aveva cambiato l’inerzia del match. Hanno fatto un parziale importante, ma siamo rimasti lucidi e abbiamo ritrovato il nostro equilibrio. Abbiamo controllato la partita finché non abbiamo perso un po’ di concentrazione, ma la nostra difesa ci ha tenuti in piedi. I miei ragazzi meritavano di essere premiati per l’impegno e la dedizione che mostrano ogni giorno. Questa vittoria ci dà fiducia per il finale di stagione».

Riguardo alla reazione della squadra quando il Panathinaikos ha rimontato, Tabelini ha spiegato: «All’inizio non ci siamo fatti prendere dal panico, anche se il momento era cambiato. I primi fischi dopo il ricorso sono andati tutti da una parte, cose che capitano. Siamo rimasti concentrati, ma non siamo riusciti a passare rapidamente dall’aggressività al controllo del ritmo, cosa che avremmo dovuto fare quando eravamo sul +17. Ci siamo affrettati, abbiamo perso possessi e loro hanno segnato. La pressione è aumentata quando il margine è sceso a 13 o 11 punti. C’è stata una fase in cui abbiamo gestito bene e un’altra in cui ci siamo un po’ disuniti, e dobbiamo migliorare. Dopo il timeout abbiamo fatto alcuni aggiustamenti, i giocatori hanno preso decisioni intelligenti e con una tripla siamo tornati a +7. Se avessimo preso il rimbalzo dopo il tiro di Rogkavopoulos avremmo chiuso prima la partita. Ma la vittoria è meritata».

Infine, sulle due occasioni in cui ha cambiato tutti e cinque i giocatori insieme, ha chiarito: «Prepariamo le rotazioni prima della partita e ci confrontiamo sempre con lo staff. Cerchiamo di adattarci al ritmo del match e di mettere i giocatori nelle condizioni migliori per rendere. Abbiamo quintetti che lavorano bene insieme e ci basiamo anche sui dati per capire quali combinazioni funzionano. Proviamo a essere scientifici, ma non siamo robot: contano anche le sensazioni. Nel finale abbiamo cambiato per aumentare l’efficacia. Il nostro stile richiede intensità e velocità, la nostra difesa è più impegnativa di una difesa standard, non solo per la pressione a tutto campo ma anche per le rotazioni sul pick and roll. I giocatori devono correre molto. Voglio sottolineare la loro disponibilità: non è facile, ma le rotazioni frequenti li tengono freschi. Tutti hanno giocato, e il giocatore con meno minuti ne ha avuti comunque otto; nessuno ha superato i 21. Quando vinci sembra tutto intelligente, ma purtroppo non vinciamo sempre. In EuroLeague perdiamo più di quanto vinciamo, e spero che questo cambi. Faccio i complimenti ai miei giocatori: continuare a credere in un sistema così impegnativo, anche quando non si gioca tanti minuti quanto le stelle delle altre squadre, dimostra grande spirito di squadra. E questo lo apprezzo molto».

Redazione Pianetabasket.com
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