Il CEO del Valencia: le negoziazioni tra club non azionisti e EuroLega sarà individuale

08.05.2026 19:25 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Il CEO del Valencia: le negoziazioni tra club non azionisti e EuroLega sarà individuale
© foto di Valencia Basket

Il futuro dell'EuroLega si sta orientando verso una trasformazione radicale che punta a stabilizzare la competizione attraverso un modello a franchigie. Enric Carbonell, CEO del Valencia Basket, ha rivelato i dettagli di un importante incontro avvenuto a Barcellona tra i vertici della lega e i club non azionisti per discutere i piani a lungo termine e il formato del torneo. Alla riunione, guidata dal CEO di EuroLeague Chus Bueno, hanno partecipato quasi tutte le squadre non proprietarie, incluso l'Hapoel Jerusalem, che sta lavorando da anni a un progetto solido per entrare stabilmente nel tabellone. Grande assente della sessione è stato invece il Paris Basketball. Durante l'incontro è stata presentata la direzione strategica della lega, con l'obiettivo di creare un sistema che garantisca parità di diritti e doveri tra i soci storici e i nuovi ingressi.

Per quanto riguarda l'immediato futuro, Carbonell ha confermato che il Board ha approvato un'EuroLega a 20 squadre per la stagione 2026-27. Tuttavia, la griglia di partenza non è ancora definitiva a causa di alcuni casi incerti: permangono infatti dubbi sulla partecipazione del Bourg, vincitore dell'EuroCup, e sulla situazione finanziaria del Monaco. Il CEO ha spiegato che, qualora il numero di squadre confermate dovesse essere inferiore a 20, la competizione manterrebbe comunque il consueto formato del girone all'italiana. È stato inoltre precisato che il posto ereditato dall'EuroCup è attualmente nelle mani dell'Hapoel Tel Aviv, in virtù del miglior piazzamento ottenuto in questa stagione.

Il pilastro centrale del nuovo corso sarà il passaggio a un sistema a franchigie, un progetto che il Valencia Basket ha accolto con favore. Carbonell ha illustrato così la visione della lega: «In altre parole, i club azionisti diventerebbero anch'essi detentori di una franchigia nella competizione e ogni nuova squadra che si unirebbe come franchigia avrebbe gli stessi diritti e obblighi. E sì, al Valencia Basket siamo aperti alla proposta di entrare in EuroLega come franchigia. Siamo in discussione e stiamo valutando tutto perché, ovviamente, diventare una franchigia richiederebbe un investimento, ed è a questo punto che ci troviamo ora». L'accesso a questo modello non avverrà tramite una negoziazione collettiva, ma attraverso trattative bilaterali tra l'EuroLega e ogni singolo club, pesando asset come le infrastrutture (ad esempio la nuova Roig Arena), la storia sportiva e i contributi economici già versati negli anni.

Il cronoprogramma per questa rivoluzione prevede una fase di transizione che inizierà la prossima stagione per gli attuali azionisti, mentre il modello a franchigie completo per tutte le squadre dovrebbe debuttare ufficialmente nell'annata 2027-28. Nel frattempo, i club continueranno a operare secondo gli accordi vigenti: Dubai ha siglato un impegno quinquennale, mentre il Valencia Basket gode di un accordo triennale che garantisce stabilità per il prossimo biennio. Carbonell ha ribadito la natura individuale delle trattative future: «Sarà una negoziazione bilaterale, non una negoziazione globale tra tutti i club non azionisti e l'EuroLega, ma negoziazioni individuali tra l'EuroLega e ciascun club».

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.