Dirigenza Real Madrid al rinnovo, poi si deciderà il destino di Scariolo

Florentino Perez
Florentino Perez
© foto di Brondi/Ciamillo

A volte concetti come amore, rispetto, devozione e anche l'andamento di una stagione cambiano direzione in un solo pomeriggio, e per Sergio Scariolo quel pomeriggio è arrivato con la sconfitta inopinata che ha fatto tremare le fondamenta del Real Madrid. L’eliminazione nei quarti di finale contro un Tenerife decimato dalle assenze ha aperto una crepa profonda nel progetto tecnico, lasciando l’allenatore bresciano “en la cuerda floja”, come sottolineato dal media iberico as.com, perché il club considera questo ko un colpo di proporzioni enormi. La situazione è resa ancora più delicata dal fatto che, nelle prossime ore, il Real eleggerà il nuovo presidente, e la decisione sul futuro del tecnico verrà presa solo dopo il voto, con Florentino Pérez ed Enrique Riquelme testimoni diretti della debacle alla Movistar Arena.

Il Madrid aveva puntato forte su Scariolo la scorsa estate, offrendogli un contratto triennale e costruendo attorno a lui uno staff “in stile NBA”, come lui stesso aveva raccontato. Ma i risultati non hanno seguito le aspettative: il club si attendeva almeno un titolo per considerare accettabile il primo anno, mentre la qualità del gioco e alcune serie negative in Eurolega avevano già alimentato dubbi interni da mesi. La sconfitta contro un avversario così rimaneggiato rischia ora di diventare la scintilla che porta a un cambio drastico, anche perché la società ritiene di aver investito molto per costruire un roster competitivo, pur lasciando scoperto il ruolo di guardia realizzatrice. Secondo quanto raccolto dal quotidiano, il contratto di Scariolo non sarebbe garantito come sostenuto dal suo entourage, e un eventuale licenziamento a fine stagione non comporterebbe costi aggiuntivi per il club.

Nel dopogara, il tecnico ha provato a mantenere lucidità, ma le sue parole hanno restituito tutta la tensione del momento. Alla domanda sul suo futuro ha risposto: “Non è una domanda per me. Io ho tre anni di contratto. Questa è una domanda per il club”. Ha poi invitato a non trarre conclusioni affrettate: “È un momento in cui nessuno può avere la lucidità o la freddezza per arrivare a conclusioni definitive. Quel momento deve arrivare con molta pazienza e capacità di analisi”. Infine, si è rivolto ai tifosi, assumendosi le responsabilità: “Chiediamo perdono per le colpe che possiamo assumere. Ovviamente, scuse a una tifoseria che ci ha sostenuto tutto l’anno”. Ora resta solo da capire se queste saranno le sue ultime parole da allenatore del Real Madrid o l’inizio di una lenta ricostruzione.

Redazione Pianetabasket.com
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