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Theo Airhienbuwa si conferma a Trento: «Sarà la stagione del mio riscatto»

07.06.2026 09:35 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Theo Airhienbuwa si conferma a Trento: «Sarà la stagione del mio riscatto»
© foto di Costantini/Ciamillo

Theo Airhienbuwa si lascia alle spalle il suo primo anno a Trento, una stagione complessa che lo ha visto giocare poco ma crescere molto. Il ventenne originario di Isola della Scala traccia un bilancio della sua maturazione, diventata evidente dopo mesi di duro allenamento: «So che sono un giocatore completamente diverso rispetto all'anno scorso sia tecnicamente che fisicamente. Questo perché lo staff è stato super disponibile a lavorare tutti i giorni. C'è una cosa che mi porto dietro: il fatto di lavorare sodo tutti i giorni individualmente prima dell'allenamento di squadra. Soprattutto mentalmente è stato un anno difficile, però non posso negare che tutto quanto mi abbia aiutato a diventare più sicuro di me e più pronto a dare il massimo, anche nei pochi momenti che ho avuto», dice a L'Adige.

La fatica di rimanere spesso in panchina è stata molta, ma fondamentale per forgiare il suo carattere: «Tanta. Però con alti e bassi sono riuscito a superare l'annata sportiva portandomi a casa appunto questo miglioramento. Alla fine, tutto serve. Quindi non voglio neanche stare qui a lamentarmi perché so che sono migliorato. E quindi sono felice». Un periodo che gli ha permesso di scoprire risorse interiori inaspettate per affrontare i momenti bui: «Magari la resilienza. Riuscire anche il giorno dopo di una partita quando c'era il giorno di riposo ad andare ad allenarmi senza pensare al fatto che non avessi giocato, che avessi giocato poco o fossi rimasto a guardare, ma pensando al prossimo obiettivo e non semplicemente alle partite della settimana cercando appunto di migliorare».

Ora, tra la Nazionale Under 20 e la prossima stagione con la maglia della Dolomiti Energia, ritroverà in panchina coach Alessandro Rossi: «Vero, coach Rossi, lo conosco già dall'anno scorso quando ci ha portati a vincere l'oro europeo. Quindi non posso che stimarlo. Non solo perché ci ha fatto vincere il titolo, ma soprattutto perché è riuscito a gestire la squadra e ha dato il suo contributo a renderci ancora più uniti di quello che già eravamo. C'era un grande affiatamento tra noi delle classi 2005 e 2006 e nessuno era escluso dal gruppo. Coach Rossi piaceva a tutti, e quindi si è creata una bellissima armonia che ci ha portato a dare il massimo». E sulle qualità del tecnico che hanno conquistato il gruppo, aggiunge: «Come riusciva a mettere ordine quando c'era confusione e il fatto che riusciva a capire quando eravamo un po' più stanchi in quanto ci allenavamo molto. Ci trovavamo bene perché ci trattava come dei suoi pari. Diciamo che potevamo parlare tranquillamente con lui. È una persona buona, simpatica, semplice».

Guardando alla prossima stagione sportiva, Airhienbuwa ha le idee ben chiare su ciò che desidera per proseguire il suo cammino di crescita: «Quello che mi aspetto è mantenere l'etica del lavoro che ho appreso. Di più voglio solo avere una possibilità di far vedere che qui posso starci e quindi dare un contributo alla squadra. Anche quest'anno ero molto integrato nella squadra e nello spogliatoio e credo sarà sicuramente così anche la prossima stagione. Quello che spero è di poter dare un maggiore contributo sul campo». Un desiderio che si traduce inevitabilmente nella volontà di guadagnarsi uno spazio maggiore nelle rotazioni: «Esatto. Ma so che se li voglio conquistare lo devo fare sempre e soltanto attraverso il lavoro».

Iacopo  De Santis
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Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.