Bonamico "La riforma? La Legadue vai coinvolta"
Oggi a Roma il Consiglio federale dovrebbe mettere mano alla riforma dei campionati. Dovrebbe perché non è all'ordine del giorno. E non c'è nulla nero su bianco del progetto che prevede una A professionistica a 16 squadre, una Legadue dilettanti divisa in due sottocampionati da 14-14 squadre, già diventate 16+16, sulla falsariga della A-l e A-2 degli anni d'oro, e di una Dna da tre gironi di 16. Lo snodo chiave e innovativo riguarda la Legadue e il presidente, Marco Bonami- co, pur premettendo di non essere contro la Fip, ha molte precisazioni da fare: «Sarà la nostra assemblea che dovrà dare la risposta al progetto. Al momento mancano i documenti su cui ragionare perché di questa riforma non sappiamo nulla di ufficiale, compresa la formula dei campionati. Sappiamo che quella attuale della Legadue funziona». Molti sono i punti fondamentali da chiarire, compresa la sostenibilità della formula a 32 squadre con 2 stranieri in merito ai visti che concede il Coni. «I nostri club sono società di capitali, il ritorno al dilettantismo è un passo critico anche sul piano amministrativo. Siamo pronti a discutere su tutto ma una riforma così non può essere fatta senza sentire prima i club. La attendiamo da anni, un mese in più per parlarne è doveroso».
Luca Chiabotti