Fortitudo alle prime prove di futuro
Non fosse che è già stata utilizzata da Gene Wilder, in quel capolavoro cinematografico che è il Frankenstein Jr di una trentina di anni fa, la frase che potrebbe diventare il motto di questi giorni, nel panorama della Fortitudo, è «si può fare». Il riferimento è ai connubio con quella Budrio che sembra sempre più vicino, e che è stato in qualche modo sdoganato dalla Associazione "Per amore solo per amore": nel comunicato uscito nella serata di giovedì, infatti, viene evidenziato come «Giulio Romagnoli e la SG Fortitudo fanno sul serio». Serve ancora il placet vero e proprio della casa madre, cosa che potrebbe arrivare nei prossimi giorni; la stessa Associazione fa notare come siano in atto «azioni di approfondimento con le istituzioni e le autorità per verificare percorsi, impedimenti e soluzioni», e che «guarda con interesse questa iniziativa, al momento la sola sul tavolo: Romagnoli, stando alle indiscrezioni, sarebbe promotore di un progetto di Fondazione sportiva non molto diversa da quella presentata all'Associazione da Bruno Bernardini». Per questo, l'Associazione costituita per salvare la Fortitudo «non avrebbe difficoltà a confluire in un soggetto diverso, attrezzato per proseguire una azione efficace con consistenza imprenditoriale e la benedizione sportiva della Casa madre». Una investitura ancora ufficiosa, ma che assomiglia tanto ad un primo passo verso il futuro, con lo stesso Giulio Romagnoli invitato alla prossima assemblea (il 2 settembre, o il 26 agosto in caso di urgenze) per «un incontro aperto e leale nel quale esporre le proprie idee».
Iniziata a mettersi in moto la macchina, ora però servirà metterci della benzina, ovvero il benestare di tutto il pubblico, che ancora non sembra del tutto convinto della manovra: un po' per l'essenza ancora spuria di questa nuova creatura, un po' perché, in fin dei conti, andare a sottrarre a Budrio la propria squadra va contro quella logica della compravendita di titoli sportivi storicamente osteggiata. Ma è anche vero che, piano piano, un po' per forza un po' per amore, la cosa potrebbe essere accettata senza particolari crisi di rigetto: tutto passerà, ovvio, dalla risoluzione di quei problemi – marchio in primis, poi sede di gioco - che darebbero un maggior credito all'operazione. Intanto, qualche piccola manovra di mercato, attorno alla squadra che dovrà o dovrebbe essere, c'è già. In un sistema di tesseramenti leggermente diverso dalla A Dilettanti (due under 23 e solo un under 21, e mercato durante la stagione meno blindato di quello dello scorso anno), sarà comunque importante inchiostrare il più possibile per essere pronti già dalle prime battute, inserendo in un gruppo già formato i possibili crac per la categoria, magari con provata fede biancoblù. I reduci della passata stagione che per ora – solo per ora - potrebbero restare sono Acquaviva, Venturoli, Meri, Legnani e Innocenti, mentre Andrea Binelli, figlio d'arte, ha appena lasciato la truppa per tornare ad Anzola. Dalla Fortitudo che fu, potrebbero arrivare Davide Lamina e Jordan Losi, mentre il primo acquisto "esterno" dovrebbe essere Federico Tassinari, fino due mesi fa acerrimo rivale di chi, inutilmente, conquistò la promozione in LegaDue: da Forlì, porterebbe esperienza e versatilità.
Enrico Faggiano