Calbini, dopo 20 anni da play c'è la panchina
CI SONO giocatori di cui si sa tutto ed altri che, pur avendo fior di carriere, lunghissime e piene di allori e di vittorie, rimangono spesso sullo sfondo. Paolo Calbini, classe 1972, pesarese purosangue, appartiene a questa seconda tipologia di atleti. Vent'anni di carriera nei campi della serie A-l, Legadue e, nelle ultime stagioni, anche di B I/A Dilettanti. Una presenza discreta ma vincente, soprattutto nel passaggio tra il secondo campionato e la massima serie. Un prodotto tra i più intelligenti e preparati della grande scuola pesarese dei playmaker. Dopo 20 anni di carriera, Paolo Calbini ha deciso di tornare a casa. Si fermerà a Pesaro, e, probabilmente, comincerà un'altra carriera, quella dell'allenatore. L'ultima stagione era a Ferentino in A Dilettanti, dove ha giocato la bellezza di 26 minuti di media. Insomma un giocatore vero, ancora affidabile, nonostante i 38 anni. «E' vero, ho deciso di tornare a Pesaro. Di fermarmi qui. Chiamiamola una scelta di vita - spiega Calbini - , mio figlio deve cominciare la terza elementare. Io e mia moglie siamo pesaresi, abbiamo casa qui e famiglie. Avrei potuto giocare un altro anno, magari anche guadagnare discretamente. Ma la scelta si sarebbe comunque riproposta tra dodici mesi. Ho preferito farla subito».
NON VA comunque in pensione il play che ha indossato tra le altre le maglie di Pesaro, Rimini, Trieste, Fabriano, Roma, Ferrara, Montegranaro e Osimo. «Diciamo che Maggiotto mi ha chiesto di giocare con il Pisaurum in serie C e ho detto sì». Ma il progetto vero è quello di cominciare ad allenare. «Due anni or-sono ho fatto il corso di allenatore di secondo livello - spiega Calbini - e ho cominciato a dare un'occhiata all'altra parte della barricata. Spero di poter cominciare subito, con Enzo Belloni abbiamo già parlato. La Vuelle? E' un discorso in piedi. Sarebbe bello cominciare anche da lì. Conosco tutti da Montini a Badioli, fino a Panichi con cui abbiamo cominciato insieme, 20 anni fa, la carriera di giocatori di basket». E' soddisfatto Paolino Calbini: «Sono stati 20 anni fantastici, pieni di soddisfazioni. Non ho nessuna recriminazione». Facile per un play diventare allenatore? «Si dice che il playmaker sia l'allenatore in campo. Sarà anche vero, ma dall'altra parte della barricata le cose cambiano...».
l.lu.