Nazionale Femminile: si vola charter finalmente...quando è inutile

La protesta delle nostre bimbe ha partorito un charter per portarle e riportarle da Amburgo per una partita inutile. E perchè si gioca a Vigevano?
08.11.2023 09:21 di Eduardo Lubrano Twitter:    vedi letture
Nazionale Femminile: si vola charter finalmente...quando è inutile

Piangere a volte serve agli scopi prefissati. Lamentarsi per cose importanti ma che non aiutano a vincere, idem. Ma questa è un’altra parte di questo post, che invece comincia qualche settimana fa quando la Federazione Italiana Pallacanestro col suo solito trionfalismo epico, annuncia che Italia-Grecia valevole come prima partita di qualificazione agli Europei del 2025, si sarebbe giocata a Vigevano.

L’Italia sarà uno dei paesi ospitanti, come la Grecia che avrà la fase finale, dunque le partite del Girone I (con anche Germania e Rep. Ceca) che giocherà serviranno solo a provare la Nazionale che dovrà andare – si spera – a giocarsi quel Torneo ed a migliorare il ranking che ci vede al 15° posto nel mondo ed al 12° in Europa.

Dicunt, come dicevano gli antichi romani, che la scelta di giocare a Vigevano sia stata fatta, dall’advisor commerciale della Fip, Master Group Sport o da un’agenzia che si occupa di vendita di biglietti. In ogni caso senza una consultazione chiara col Comitato Regionale Lombardo della Fip che probabilmente non avrebbe indicato Vigevano come sede della gara. A Vigevano c’è una squadra di serie C femminile, formata da sole senior e priva di settore giovanile. La tradizione cestistica di Vigevano è esclusivamente maschile: chi come me ha una certa età, ricorda la Mecap Vigevano in serie A nel 1978 con Iellini, Malagoli e quel fenomeno di Clyde Mayes che nei 4 anni con la Mecap ha viaggiato a 23 punti di media in 119 gare.

Detto questo, Vigevano non è facilissima da raggiungere: da Milano ci vuole un’oretta abbondante di strada, ma peggio è da Varese, Como, Monza Brianza, Lecco, Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova (dalle due ore in su) il che impedirà l’arrivo di tifosi ed appassionati da queste province, considerato orario – si gioca alle 20 - stagione e tempi necessari. Lunedì 6 novembre risultavano venduti meno di 100 biglietti per un impianto, nuovissimo e bellissimo che si chiama Pala Elachem, che può contenere 4500 spettatori…La Nazionale è in albergo a Milano e si allena al Pala Iseo, zona nord-ovest della città. Tra staff e dirigenti c’è un’altra squadra, 15 giocatrici, perché ci sono 16 persone. Tutte necessarie? Staff tecnico e sanitario sì senza dubbio ci mancherebbe ma gli altri, fatto salvo il Team Manager, l’Addetto stampa ed il Team Director, operativamente che fanno?

Per favore evitiamo paragoni col volley che poche sere fa per una partita giocata al Forum di Assago ha fatto registrare il record di presenze ad una gara di volley femminile, 12.562 mila spettatori. In fondo erano Vero Volley Milano con Prosecco Doc Conegliano ed era una semplice partita di stagione regolare di serie A…

Ed eccoci al pianto. Da tempo le giocatrici della Nazionale chiedono di essere trattate come la Nazionale maschile in termini di logistica e di trasporti. Una richiesta che sarebbe legittima se fosse fatta con saggezza: in effetti non si vede perché debbano viaggiare su treni Regionali per spostamenti anche lunghi o prendere voli con due/tre scali pur portando magliette con la scritta Italia. Se però tali richieste fossero accompagnate da atteggiamenti normali, soprattutto delle sue stelle, avrebbero ancora più forza. Invece oltre ad una certa dose di “isteria” ci sono anche risultati che a livello senior sono inaccettabili pur sapendo molto bene che la nostra Nazionale per adesso è modesta come testimoniano le partecipazioni agli Europei (Mondiali ed Olimpiadi purtroppo non sono nemmeno nel mirino) e le sceneggiate durante l’ultima competizione continentale in Israele.

Comunque il risultato del pianto sotto forma di una letterina al Presidente Petrucci è che per la gara ad Amburgo, del 12 novembre, anziché utilizzare il vettore nazionale e sponsor ITA, che ha voli diretti da Roma e Milano, è che la Presidenza ha ritenuto di venire incontro alle lamentele delle giocatrici, affittando un volo charter dal costo di circa 90.000 euro (al netto di una verifica con un’agenzia specializzata) con andata Malpensa-Amburgo e ritorno Amburgo-Venezia-Roma Fiumicino.

E’ logico pensare che dietro questa decisione ci sia anche la spinta delle società che premono per riavere il prima possibile le giocatrici da quello che considerano evidentemente un fastidio, la Nazionale. La Reyer Venezia, che ha quattro giocatrici in questo gruppo (Villa, Pan, Cubaj, Fassina), in questo senso “domina et impera” dopo aver assicurato appoggio alla Presidenza per la rielezione 2024. Strano che il charter non faccia tappa anche a Bologna visto che la Virtus Segafredo ha tre giocatrici tra le quali la stella più piangente in questo senso, cioè Cecilia Zandalasini. Le altre sono Pasa e Andrè…Ah no, Andrè non c’è come si vede dalla foto scattata nella piazza di Vigevano (@fip.it) dopo la conferenza stampa di presentazione. E non c’è nemmeno Nicolodi, della Reyer, che era stata chiamata al suo posto, e che si vede in uno dei filmati diffusi sui social della Federazione, e rimandata indietro.  Poi Geas Sesto San Giovanni con Conti e Panzera, Schio con Keys e Verona, Roma che ha Gilli.  Quelle che dovranno allungare il rientro - ma questo succede sempre - saranno Madera e Campisano per la Spagna, Spreafico per Catania e poi in auto per un’ora e mezza circa fino a Ragusa mentre Kacerik farà un paio di ore e qualcosa di più in macchina per raggiungere Campobasso da Roma.

Spesa per spesa non si poteva accompagnare qualche altra giocatrice più vicina alla sua sede di partenza? I soldi per altri progetti non ci sono: dal Minibasket femminile sempre bisognoso di sostegno alle “premialità”, i il sostegno cioè per l’utilizzo di giocatrici italiane, di cui tanto si lamentano le società che investono nel settore giovanile e forniscono atlete alle nazionali, che è molto inferiore a quanto percepito dalle società maschili.

A proposito, siamo anche in attesa di sapere di più sui pasti dell’Europeo dello scorso anno nella zona Hospitality del Forum di Assago dove ha giocato la Nazionale maschile. Pare ne siano stati serviti 2500 al giorno per un totale di 12.500. Eppure i presenti giurano che questa massa di persone non c’è mai stata e si racconta di un buco di oltre 150 mila euro. Un altro mistero? Non si sa, dunque prima leggeremo i documenti e poi eventualmente ci esprimeremo. Perché si ha voglia di dire che siamo sospettosi, ma quel milione di euro speso per il preolimpico di Torino del 2018 – con esito disastroso – brucia ancora tanto e non si può ancora derubricare alla voce sfortuna.

Commento? Alla prossima puntata