A2 - Reale Mutua Basket Torino: le parole di Demis Cavina

Coach Demis Cavina della Reale Mutua Basket Torino risponde alle domande dei tifosi e dei giornalisti in diretta Instagram spaziando, tra il serio e il faceto, in un preserale coinvolgente
03.04.2020 20:05 di Emiliano Latino   Vedi letture
DEMIS CAVINA
DEMIS CAVINA

“Mi sento un leone in gabbia…ma ritorneremo tutti più forti di prima”

Inizia così la diretta Instagram del coach gialloblù che diventa via via sempre più divertente senza dimenticare il momento serio e difficile che tutti stiamo attraversando.

Presente alla diretta anche il Presidente Stefano Sardara che ha partecipato scherzosamente ai botta e risposta con Cavina

Ecco le sue parole.....

“Mi sto sfogando con i miei figli(...scherzo !! ) e cerchiamo anche noi di rimanere in forma;seguono un programma giornaliero e anche qualche mio consiglio

Ho schematizzato la giornata, in mattinata aiuto nelle faccende domestiche, mi dedico alle letture e, nel pomeriggio, quando non ho molto da fare (guardo molte partite…) abbiamo montato un “campo pratica” cercando di fare qualche attività sportiva, golf compreso.

Ho ricominciato a giocare alla Play Station, ho saputo che i miei giocatori sono molto attivi in tal senso e non gli sfido per non far loro perdere l’autostima.

Gioco con mio figli, ma sono un pessimo giocatore in tutto…A Fifa me la cavo benino.

Non cambio squadra di calcio, tifo sempre Milan e non intendo cambiare!

È stata una stagione bignami, una bella favola, tutto è iniziato e costruito in poco tempo per quello che erano le nostre responsabilità.

Abbiamo costruito un bel giocattolo che funziona sia a livello sportivo che anche sociale; tutti hanno partecipato con molti sforzi, la stagione è stata breve, ma non perdiamo la speranza di concludere la regular season anche se ad oggi sembra molto difficile.

La squadra è cresciuta tanto dentro e fuori dal campo e la cosa più bella accaduta quest’anno è stato il legame sempre in crescendo con i nostri tifosi. In questo momento siamo in A2, ma il sogno di giocare nella massima serie è ancora prematuro. Torino merita la serie maggiore.

Al di la dei risultati e di quello che si è fatto in campo, questo rapporto con la piazza (non banale viste le cose successe solo qualche mese fa…) ha fatto la differenza in tante partita.

Ho il contratto anche per la prossima stagione e sarei felicissimo di ripartire (partirei domani…) con Torino, abbiamo costruito un gruppo di lavoro con cui mi piacerebbe ritornare a lavorare.

Saluto tutti i giocatori con cui, giusto ieri, abbiamo fatto una conference call (anche con gli americani…)

Come ripartire è il grande dubbio, quest’anno è veramente tutto difficile, si parla di ripartenza solo a porte aperte, questo virus ha colpito anche gli aspetti economici del tessuto sociale.

L’augurio che il sistema sia sostenibile, anche riscrivendo le regole, che ci sia solidità e che tutti possano ripartire alla pari.

Stiamo soffrendo tutti, siamo in casa perché tante persone hanno perso la vita, lottano per la vita e aiutano in prima linea chi è in difficoltà.

Spengo la televisione perché spesso arrivano notizie negative, dobbiamo stare in casa, accrescere la voglia di lettura, curare la parte fisica e utilizzare questo momento per migliorare.

Da queste situazioni l’Italia si è sempre rialzata alla grande, conosciamo la nostra forza e torneremo sicuramente più forti di prima.

Tornando alle cose meno serie devo dire che la mia barba è un disastro, troppo lunga, appena ci danno il via, torno a correre e prenderò appuntamento con il mio barbiere….non so usare il rasoio.

Ousmane Diop e non solo… l’obiettivo era ed è quello di valorizzare i giovani, non solo per la squadra, ma anche per tutto il movimento. Sono contento per la loro crescita che spero possa continuare.

In questo periodo sento tantissimi amici in giro per l’Italia e la tecnologia aiuta a mantenere questi rapporti.

In merito al taglio degli stipendi, ho una mentalità che bada al sodo; litigare sulle percentuali non ha  senso, soprattutto in questo periodo, bisognerebbe riscrivere le regole in maniera più ampia e dettagliata, soprattutto più sostenibile.

Il danno è evidente per tutti, soprattutto per le società e abbiamo tutti il dovere di partecipare in qualche modo rinunciando ad una parte dello stipendio.

Non faccio nomi sui giocatori che vorrei allenare il prossimo anno, ma qualsiasi sia lo scenario in cui giocheremo, vorrei avere con me un giovane che alla fine della stagione avrà avuto un miglioramento importante.

Auguro a David Okeke di rivederlo presto in campo, sono contento perché le cose stanno andando per il verso giusto.

È stata una stagione, dal punto di vista degli stranieri, che ha visto meno stranieri protagonisti, nel passato hanno fatto la differenza, ma quest’anno i gruppi degli italiani ha fatto la differenza.

Non che il livello degli stranieri si sia abbassato, ma il livello degli italiani è cresciuto tantissimo.

Il legame con il capitano Mirza Alibegovic è molto forte, l’ho allenato e l’ho fatto esordire, si scherza sempre sul passato, ricordiamo insieme gli allenamenti di 10 anni fa.

Mirza è innamorato di Torino, è molto cresciuto e maturato e ha dimostrato con i fatti la sua professionalità fin dal primo giorno di ritiro.

Vuol tornare a vincere insieme ai compagni, siamo tutti determinati a raggiungere traguardi importanti.

Per Alessandro Cappelletti fate copia e incolla con quanto detto di Alibegovic, abbiamo parlato insieme la prima volta al telefono mentre mi imbarcavo per Sassari; mi ha fatto una bellissima impressione, motivato, determinato nonostante gli infortuni.

Un saluto a tutti i tifosi e un forte abbraccio !