Addio a una leggenda: è morto Oscar Schmidt, 'Mao Santa'

Addio a una leggenda: è morto Oscar Schmidt, 'Mao Santa'
© foto di De Lise/Ciamillo

Oscar Schmidt, la leggenda del basket brasiliano, è morto all'età di 68 anni, secondo quanto riportato da CNN Brasil, che cita una dichiarazione della famiglia dell'ex giocatore. L'ex giocatore di basket, stella anche della Juve Caserta, è morto in ospedale. Unico brasiliano nella Hall of Fame dell'Nba e una delle più grandi leggende dello sport del Paese. Era malato da tempo. Felipe Schmidt, figlio di Oscar, ha pubblicato un tributo sui social: "Come figlio, ho solo da dire: papà, mi mancherai. Onorerò tutto ciò che mi hai insegnato su come essere un uomo e cercherò di essere almeno il 10% dell'essere umano che sei stato. Sei stato un esempio di vita per me e non ti dimenticherò mai, mai".

Oscar Schmidt, alto 2,05 per 110 chili, è stato uno dei più grandi interpreti della pallacanestro mondiale. La sua fama ha attraversato continenti grazie a un talento unico e a una precisione al tiro che gli è valsa il soprannome di Mão Santa, la “mano santa” capace di segnare da qualsiasi posizione. La sua carriera con la Nazionale brasiliana è stata monumentale: ha partecipato a cinque Olimpiadi consecutive, stabilendo un primato nazionale e diventando l’unico giocatore nella storia dei Giochi a superare i 1.000 punti complessivi. Con il Brasile ha conquistato tre campionati sudamericani, un Panamericano e il bronzo ai Mondiali del 1978, lasciando un’impronta indelebile nella storia sportiva del suo Paese.

Il suo impatto globale è stato riconosciuto con un doppio ingresso nella storia: Oscar è stato inserito sia nella Hall of Fame FIBA sia nella Hall of Fame NBA, un traguardo senza precedenti per un atleta che non ha mai giocato nella lega statunitense. Considerato un innovatore e un realizzatore inarrivabile, è stato inserito tra i 100 migliori giocatori di basket di tutti i tempi, confermando la sua statura internazionale.

In Italia, Schmidt è diventato una leggenda assoluta con la maglia della Juvecaserta, dove ha riscritto record e immaginario collettivo. Durante la sua permanenza nel campionato italiano ha raggiunto il primo posto nella classifica dei marcatori all-time, venendo superato solo in seguito da Antonello Riva, che però disputò quasi il doppio delle sue partite. Con 13.957 punti, Oscar resta ancora oggi lo straniero più prolifico nella storia della nostra pallacanestro, sostenuto da una media irreale di 34,6 punti a partita e da serate in cui superava i 60 punti con naturalezza. Nessuno, tra i giocatori con almeno 100 presenze in Serie A, ha superato i 50 punti in una singola gara più volte di lui: 28 occasioni su 403 partite, un dato che lo pone davanti a mostri sacri come Dražen Dalipagić e Joe Bryant.

Il legame con Caserta è rimasto indissolubile. La società ha ritirato la sua iconica maglia numero 18, mentre nel 2016 la città gli ha conferito la cittadinanza onoraria, riconoscendo non solo il campione, ma anche l’uomo che aveva saputo trasformare il basket in un atto d’amore verso un’intera comunità.

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