La rinascita di Samardo Samuels: si allena in una DR2 lombarda. «Il basket è la mia medicina»

21.04.2026 21:25 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
La rinascita di Samardo Samuels: si allena in una DR2 lombarda. «Il basket è la mia medicina»
© foto di Scaroni - Ciamillo

E' passato un anno da quando Samardo Samuels, ex giocatore dell'Olimpia, tornava alle cronache dopo essere stato arrestato a Milano. Ora ha ritrovato la retta via, e il merito è la palla a spicchi. Lo ha raggiunto il Corriere della Sera, che scrive: "vederlo a bordocampo per dare consigli a dei ragazzini di 16 anni fa un certo effetto". Sì perché Samuels è tornato in campo, e si sta allenando con il Basket Groane di Lentate sul Seveso, squadra di DR2 lombarda. L’inizio di un percorso che cancella il passato e ispira un futuro fatto di nuove sfide. «La mia vita stia cambiando ogni giorno. E sto facendo di tutto per essere un uomo diverso. Il meglio deve ancora venire». 

I motivi della scelta
«Il mio ultimo vero anno da professionista è stato in Medio Oriente. A causa del conflitto ancora in corso ho deciso di fermarmi e di tornare in Italia da mia moglie a Lazzate. Negli ultimi mesi ho dovuto sottopormi a un intervento chirurgo. E per recuperare pienamente la forma fisica ho deciso di venire a Lentate sul Seveso ad allenarmi. L’Italia occupa un posto speciale nel mio cuore. E poi sai, qua c’è il cibo migliore al mondo (ride ndr.). Penso di avere ancora qualcosa da dare alla pallacanestro. La pandemia nel 2020 ha un po’ frenato la mia carriera: non ho più avuto la possibilità di giocare come avrei voluto. Vorrei provarci ancora per qualche anno, se il mio fisico me lo permette. Anche dopo il ritiro, però, vorrei continuare nel mondo del basket. Sto lavorando per diventare un coach. È naturale per me: quando smetterò definitivamente voglio allenare».

Cosa significa oggi il basket per lui? Avere solid, fama non vuol dire stare per forza bene
«È proprio quello che voglio dire. Tutti ti vedono come un giocatore di basket, ma in pochi capiscono che la vita può metterti alla prova. Anche se sei famoso e vieni pagato milioni di euro. Succede a tutti. Il basket è pace, felicità. Mi dà fiducia e mi mantiene calmo. È il posto sicuro e la mia medicina».

Gli anni a Milano
«L’Olimpia ha rappresentato il momento più alto della mia carriera. La sensazione di poter vincere un campionato come quello italiano è indescrivibile. Ancora oggi sono rimasto in contatto con il coach Luca Banchi. Armani? Per prima cosa sentite condoglianze alla famiglia. Se eravamo nella stessa stanza l’attenzione cadeva tutta su di lui: la sua presenza era magnetica. Tutto ruotava attorno al presidente: anche solo il fatto di stringerli la mano prima e dopo ogni partita rende l’idea dell’uomo che è stato. È stato un onore giocare per lui».