Hornets, impresa a Denver contro i Nuggets rimaneggiati e travolti

Brandon Miller
Brandon Miller
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Alla vigilia, dopo il ko della notte precedente a Golden State, sembrava scritto che il back-to-back a Denver sarebbe stato una montagna troppo ripida per gli Hornets. Invece, la squadra di LaMelo Ball ribalta ogni pronostico e firma un 110-87 che ha il sapore dell’impresa, contro una versione rimaneggiata dei Nuggets ma pur sempre sul parquet di una delle arene più ostiche della lega. Senza Christian Braun e Aaron Gordon nel quintetto di Denver, Charlotte capisce subito che c’è spazio per colpire: Miles Bridges attacca il ferro senza paura, Brandon Miller e Kon Knueppel aprono il campo dall’arco e in un lampo è già 8-2, poi 22-9, con Ball a distribuire assist su assist per i compagni. La sensazione è che i Nuggets non trovino mai il loro ritmo, mentre gli Hornets giocano sciolti, corrono ogni linea di passaggio e costruiscono un margine che si dilata fino al +26 all’intervallo, con Miller già caldo da tre e una difesa che tiene Denver a un bottino da pre-season.

Nel secondo tempo la partita non cambia volto, ma consolida la narrativa di una serata a senso unico: Jamal Murray prova a rianimare i Nuggets dopo la pausa, ma LaMelo Ball gli risponde colpo su colpo, prima con un furto chiuso in schiacciata, poi con una tripla che ribadisce il dominio degli Hornets. Moussa Diabaté mette il timbro in difesa, intimidendo sotto il ferro, mentre Tidjane Salaün continua a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, fino a completare una doppia doppia da 13 punti e 11 rimbalzi coronata da una schiacciata a fine terzo quarto che spinge il margine a +30 (87-57).
L’ultimo periodo è un lungo garbage time, con David Adelman che decide di preservare Murray e dare minuti a Ryan Kalkbrenner, bravo a mostrare mani educate ma incapace di cambiare il destino della gara. Salaün va a prendersi il suo alley-oop per chiudere la serata, mentre il cronometro accompagna lentamente una sconfitta che costa a Denver la seconda posizione a Ovest e, al tempo stesso, certifica la crescita di un gruppo di Hornets giovane, entusiasta e sempre più convinto di poter riscrivere la propria narrativa stagionale, passo dopo passo, anche sui parquet più prestigiosi della lega.