Denver chiude forte con la vittoria sui Thunder piegati nella notte delle seconde linee
Denver firma l’undicesima vittoria consecutiva con un 127-107 che racconta la profondità del roster e la capacità di gestire una serata in cui l’intero quintetto titolare resta a riposo. La squadra costruisce il proprio margine nel quarto periodo con un 21-5 che spezza definitivamente l’equilibrio e mantiene aperta la corsa al terzo posto, mentre la scelta di privilegiare il recupero fisico rispetto alla classifica conferma una strategia chiara in vista dei playoff. Jonas Valanciunas guida la serata con una prova di grande presenza interna, mentre Julian Strawther e David Roddy aggiungono continuità offensiva in una gara che Denver controlla con lucidità, pur concedendo a Oklahoma City un rientro fino all’87-85 nel terzo periodo. La tripla dall’angolo di Zeke Nnaji apre un parziale di 17-0 che chiude ogni discussione e permette ai Nuggets di gestire il finale senza forzare rotazioni già ridotte.
Oklahoma City, già certa del primo posto NBA, sceglie di ruotare solo otto giocatori e lascia in campo il solo Lu Dort tra i titolari, impegnato a raggiungere il minutaggio necessario per l’eleggibilità ai premi stagionali. Branden Carlson guida l’attacco dei Thunder in una serata che conferma la volontà della franchigia di preservare energie in vista della postseason, mentre la squadra mostra comunque tratti di competitività nonostante l’organico ridotto. Denver chiude così una notte che ribadisce la solidità del gruppo e la capacità di trovare risorse in ogni zona del campo, mentre Oklahoma City guarda già ai playoff con la serenità di chi ha completato una regular season da protagonista assoluta.
Per i Nuggets la vittoria rappresenta un segnale importante in vista dell’ultima gara contro San Antonio, perché la squadra mantiene la possibilità di salire al terzo posto e allo stesso tempo conferma una gestione attenta del carico fisico, elemento che potrebbe rivelarsi decisivo nella serie del primo turno. La scelta di far riposare l’intero quintetto titolare indica una fiducia crescente nelle seconde linee, capaci di rispondere con una prestazione solida e di trasformare una partita potenzialmente insidiosa in un successo netto.
Oklahoma City invece utilizza la serata per dare minuti mirati e per mantenere un minimo di ritmo competitivo, pur senza forzare rotazioni che hanno già sostenuto un’annata intensa. La squadra resta comunque capace di rientrare più volte, mostrando una struttura che non perde identità anche con un organico ridotto, prima di cedere all’allungo di Denver nel momento decisivo della gara.