50 anni della LBA. Luca Foresti: 'I miei 36 anni a raccontare in numeri la storia dei canestri'

06.06.2020 00:03 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
50 anni della LBA. Luca Foresti: 'I miei 36 anni a raccontare in numeri la storia dei canestri'

C’era uno studente di Economia e Commercio, appassionato di basket e di numeri, che dopo avere visto la sua prima gara nella stagione 1972/73 (esattamente Virtus Norda Bologna-Forst Cantù conclusa sul 92-80), con in testa l’idea di provare a fare qualcosa nel basket aveva bussato invano alla porta del Guerin Sportivo, il periodico di sport che dedicava molto spazio alla pallacanestro. “Qui non ci sono possibilità per te: ma perché non provi con la Lega Basket?”. Così nacque il passo successivo, attraverso un colloquio con l’allora segretario di Lega Guido Martinelli: dal Guerino alla Lega Basket, come “apprendista” nel gruppo di ragazzi che si alternavano ad aggiornare le rilevazioni statistiche che al lunedì i club della Serie A dettavano agli addetti di Lega. In quella palestra, dal 1978, si è formato Luca Foresti, prima collaboratore di Lega Basket per 2 stagioni, poi assunto il 26 settembre 1980 e, fino al 5 maggio 2016, l’uomo che ha gestito e coordinato il patrimonio di numeri e cifre ben presto diventato strategico per la Lega Basket e gli appassionati.


Contemporaneamente alla collaborazione negli uffici bolognesi di via Fontanina, dove era passato da un impegno settimanale limitato al lunedì ad un impegno quotidiano a cui si univa anche la rilevazione dello spazio stampa sui giornali, Foresti continuava a seguire il basket a tutti i livelli: rilevatore statistico per varie squadre bolognesi (per una stagione anche della Fortitudo) e contemporaneamente tifoso Virtus in uno strano derby di affetti vissuto in casa che lo portava  a seguire le Vnere anche in trasferta e ad esultare ai loro successi: sino a quando…”Sino a quando esultando sul parquet del Pianella dopo la vittoria dello scudetto della Virtus nel 1980 mi ritrovai davanti il presidente canturino Aldo Allievi. Lui non mi conosceva ma dentro di me dissi basta: il mio era un ruolo superpartes che non mi permetteva certo di tifare per una squadra o un’altra”.

Da lì dunque solo numeri, parallelamente ad altre funzioni: da dirigente di una squadra femminile di San Lazzaro (anni dopo anche allenatore sempre nel settore femminile) a collaboratore di riviste specializzate, al rilevamento statistico di Squibb-Barcellona, finale della Coppa delle Coppe a Roma; da coordinatore statistico di finali giovanili nazionali ed europee alla introduzione della rilevazione statistica nel settore femminile. Una passione che non l’ha più abbandonato, tanto che anche ora ha nel cassetto la raccolta della storia europea dei club italiani.

Le statistiche Lega hanno una data precisa di inizio, prima dell’arrivo di Foresti: era il 1975-76 e la Lega, sotto la presidenza di Giancarlo Tesini, decise di ufficializzare il rilevamento statistico gestendolo direttamente.

“Il servizio iniziava la domenica sera – ricorda Foresti - con raccolta dei risultati e formazione delle classifiche che poi, via telescrivente, un addetto della Lega inviava ai giornali. Su spinta di un gruppo di giovani allenatori che collaboravano con l’allora responsabile provinciale CAF Mauro Finelli furono definite le prime regole del rilevamento statistico. La prima “norma” è stata la definizione di assist che fu proposta all’allora Segretario di Lega Piero Parisini che ne vide l’interesse e attivò il servizio del lunedì con la raccolta dei tabellini dai campi della Serie A e la formazione delle classifiche per specialità, elaborate manualmente. Era un lavoro importante e servivano persone che conoscessero la pallacanestro perché le segreterie delle società spesso leggevano i numeri senza sapere di cosa si stesse parlando. Pur con tutti i suoi limiti quella fu la prima, vera chiave per una informazione statistica il più puntuale possibile e che sfociò nella realizzazione di una pubblicazione, denominata “Basket Press” e diretta da Giuseppe Breveglieri, a quel tempo capo ufficio stampa della LBA, formato dalle pagine statistiche che erano state elaborate, poi battute a macchina, ciclostilate, fascicolate e infine inviate ai giornali con la formula del “fuorisacco”.


La rilevazione statistica si arricchiva, anno dopo anno, di nuove voci: “La prima che feci aggiungere quando assunsi la responsabilità del settore, fu quella relativa ai minuti. Poi un altro passo fondamentale che vide impegnato l’ufficio statistico della Lega fu la ricostruzione di tutti i tabellini delle gare del campionato a girone unico: lo facemmo utilizzando l’archivio del quotidiano “Stadio” che aveva sede a Bologna: coordinammo e istruimmo un gruppo di ragazzi che, utilizzando le raccolte del quotidiano, copiarono manualmente i tabellini. Questo ci consentì di avere una classifica storica di presenze e punti realizzati: senza questo lavoro non avremmo avuto la storia del basket e non avremmo potuto attribuire numeri esatti al più grande giocatore del nostro basket e cioè Dino Meneghin, ancora adesso nella Top Ten delle presenze”.

Arriva il 1982 e iniziano a comparire i primi pc: “Grazie a quello migliorammo certo il nostro lavoro e il prodotto “Basket Press”. Poi nel 1985 agli Europei femminili a Vicenza mi resi conto delle potenzialità di Lotus, il foglio elettronico “antenato” di Excel, e cominciammo a informatizzare le statistiche. Così nel 1987, insieme al capo ufficio stampa del tempo, Sandro Crovetti, decidemmo di provare a offrire sempre più spunti ai media con un servizio di pronta informazione statistica iniziando a fornire dati su quanto avvenuto nel turno appena concluso e anche su quello che avrebbe potuto avvenire nel turno successivo: ad esempio che nel turno successivo si sarebbe disputato il derby numero 50, o che un giocatore avrebbe raggiunto una cifra tonda di presenze e punti, iniziando così a sfruttare tutte le potenzialità informative di questi dati. Perché il problema dei media era che, conclusa una gara, doveva aspettare il week end successivo per scrivere la classica presentazione della partita successiva: così creammo occasioni e spunti anche durante la settimana”.

L’inizio degli anni ‘80 vede la Lega diventare anche editore: nasce la Guida di presentazione al campionato con i roster e le squadre che venne distribuita a media e a club stampandone qualche centinaia di copie, seguita anche da una Guida Statistica di fine campionato con i numeri della stagione, compresi quelli del pubblico. Contemporaneamente divennero automatiche anche ulteriori notizie da fornire ai media che prima potevamo fornire con particolari interrogazioni e solo su richiesta”.

Il basket italiano viaggia a velocità sostenuta anche in questo settore: nel 1984, anno in cui viene introdotto il tiro da 3 punti, la Lega introduce la voce statistica dei falli subiti, a quel tempo non ancora pubblicata nemmeno dalla Nba.

La autorevolezza della Lega in questo settore porta all’inizio degli anni ‘90 la Fiba ad affidare alla Lega per un paio di stagioni anche la rilevazione di tutte le gare di Coppa dei Campioni. Una autorevolezza nei contenuti statistici che viene riversata sul neonato sito della Lega Basket che vede la luce alla metà degli anni ‘90, seguito poi nel 1997-98 dalla adozione di unico programma di rilevazione statistica per tutti i club, realizzato da Data Project: “Anche quello fu un passo importante: prima ogni società aveva un suo programma, in quel momento decidemmo con Alberto Bortolotti, responsabile dell’ufficio stampa di Lega, che era necessaria una uniformità e scegliemmo il programma di questa società che già lavorava nel volley e che aveva alcuni “plus” importanti, anzitutto quello di interfacciarsi con la grafica Rai. Nacque così anche una prima edizione del netcasting che fu poi rielaborato, qualitativamente e graficamente, da FullCourt a partire dal 2003”. Nel 2005-06 l’introduzione di quella che è stata l’ultima voce statistica aggiunta al box score della gara, cioè il “plus minus”.

Resta una costante, la affidabilità della Lega su un argomento, quello dei numeri, da sempre nel suo DNA. Merito dei presidenti che si sono succeduti (“tra quelli con cui ho lavorato citerei Acciari e Prandi come i più attenti su questo argomento”) ma merito anche di chi come Foresti, in quasi 40 anni di lavoro, era poi diventato inevitabilmente un punto di riferimento. Tanto da far coniare al giornalista Werther Pedrazzi il paragone con Pico della Mirandola, trasformandolo nella memoria storica del basket.