Gianni Petrucci: «Gravina? Un buon presidente. Il nuovo CT? Un po' come quelli che ho scelto nel basket»

07.04.2026 12:40 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Gianni Petrucci: «Gravina? Un buon presidente. Il nuovo CT? Un po' come quelli che ho scelto nel basket»
© foto di Ciamillo

Il presidente della FIP Gianni Petrucci ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Si parla tanto di calcio, e delle dimissioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina dopo l'uscita dell'Italia dai Mondiali per la terza volta di fila. "Per il clima che si era creato non c'era altra strada. Ma è stato un buon presidente, ha vinto gli Europei. Peccato che non ha tirato lui il rigore a Zenica, altrimenti avrebbe segnato...", dice il numero uno della Federbasket, che prosegue parlando delle caratteristiche deve avere il nuovo presidente della Figc e chi sceglierebbe come CT. Sugli allenatori, dice: "Amo gli allenatori che parlano di argomenti diversi dal loro sport. Con [Roberto] Mancini si parla di tutto. Un po' come gli allenatori che ho scelto nel basket, Messina ama la politica, Sacchetti conosce la vita, Pozzecco parla di tutto, così anche Banchi, uomo intelligente e dalle mille esperienze. Ma non voglio un c.t. che vada in tv e pensi di essere Einstein". 

Petrucci si sofferma anche sul rapporto sport e Governo. "Il governo deve avere un rapporto privilegiato con lo sport. Non si può pensare di andare alle votazioni federali di giugno senza avere un’interlocuzione con la politica. Lo sport è autonomo solo sulla carta e le prossime votazioni avverranno in un contesto differente da tutti gli altri precedenti. Il calcio ha bisogno di riforme, su tassazione e agevolazioni fiscali per cominciare. Dal momento che le leggi vengono fatte dal Parlamento o dall’esecutivo in caso di decreti legge, è bene che ci sia una comunione fra le tre direttrici: il governo, il Coni con la saggezza del presidente Buonfiglio e l’esperienza del segretario Mornati e ovviamente i vertici del calcio. Può essere utile una legge che metta per iscritto il cammino condiviso che politica e Coni devono affrontare", dice Petrucci, che proseguendo: "Non si tratterebbe di una intromissione. Io resto convinto che serva un percorso democratico con un’intensità affievolita del governo. Volenti o nolenti, serve avere un’intesa con la politica. Vi faccio un esempio per comprendere come sia necessario che le due anime siano connesse. Quando ero presidente del Coni, a capo della Federcalcio c’erano Franco Carraro e la guida della Lega di A era Adriano Galliani. Dal momento che nell’estate del 2003 il caso Catania mise a rischio l’inizio dei campionati con il Tar della Sicilia protagonista, andammo dal presidente del Consiglio di allora, Silvio Berlusconi, per chiedere una misura straordinaria. Il governo varò il decreto salva-campionati e la regolarità dei tornei fu garantita“.

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.