Giannakopoulos: "Se anche il Real protesta vuol dire che non siamo matti al Pana"
Le polemiche su arbitraggio e presunti favoritismi per l'Olympiacos, nate dopo le Final Four, continuano a scuotere l’Eurolega, e nelle ultime ore si è aggiunta una voce pesante: quella di Dimitris Giannakopoulos. Il proprietario del Panathinaikos ha scelto di intervenire pubblicamente dopo le dichiarazioni di Sergio Scariolo, che aveva denunciato l’ingiustizia subita dal suo Real Madrid nel finale della sfida contro la squadra del Pireo. L’intero continente, come sottolineato, “ha reagito per il modo in cui l’Olympiacos ha conquistato quest’anno l’Eurolega”.
Scariolo, dopo la partita del Real Madrid contro il Baskonia, ha espresso apertamente il proprio malcontento, affermando che la sua squadra era stata penalizzata e richiamando l’attenzione sulle reazioni di tutti gli osservatori neutrali. Le sue parole hanno avuto un’eco immediata, tanto che Giannakopoulos ha deciso di rilanciarle sui social, accompagnandole con un messaggio diretto rivolto alla stessa Eurolega.
Nel suo intervento, Giannakopoulos ha scritto: “Il Panathinaikos sono quei tipi matti che hanno parlato per primi”. Ha poi aggiunto: “Sai, quelli che vengono presentati come i cattivi, che prendono varie multe e sanzioni. Ma poi, la storia parla da sola". Il dirigente ha sottolineato come, col passare del tempo, non solo tifosi ma anche giocatori, allenatori e club abbiano iniziato a esprimersi apertamente su ciò che ritengono evidente: “Giocatori, allenatori e società, tutti, oltre al fatto che vedono cosa sta succedendo, cominciano anche a parlare apertamente dell’ovvio”.
Il cuore del suo messaggio è un ultimatum rivolto alla lega: “O mettete multe a tutti noi, finché non avrete più contenuti, oppure guardate seriamente questa questione” . Un invito a prendere posizione, a non limitarsi a sanzionare chi protesta, ma a intervenire sulle cause che hanno generato un’ondata di contestazioni senza precedenti.
Giannakopoulos ha poi fatto riferimento anche al Real Madrid, sottolineando la gravità della situazione: “Il più grande club del mondo, che non parla mai, è arrivato al punto di protestare pubblicamente”. Una frase che fotografa perfettamente il clima attuale: se persino una società tradizionalmente silenziosa e istituzionale ha scelto di esporsi, significa che la frattura è ormai evidente.
Il caso Scariolo‑Giannakopoulos diventa così l’ennesimo capitolo di una stagione segnata da tensioni, sospetti e accuse incrociate. E mentre l’Eurolega valuta come rispondere, il dibattito continua a crescere, alimentato da figure di primo piano che chiedono trasparenza e interventi concreti.