Gazzetta: «Olimpia Milano, il mese della verità comincia dal Real»
«Olimpia Milano, il mese della verità comincia dal Real» titola questa mattina La Gazzetta dello Sport. Stasera Milano ospite della corazzata Real Madrid in Spagna nella prima gara del doppio turno di EuroLeague. Li dove ha perso solo una partita sulle undici giocate in questa stagione. Unica sconfitta, due mesi fa col Panathinaikos: da allora la squadra di Sergio Scariolo ha vinto nove partite su undici. Tuttavia il precedente racconta che vincere si può, "accettando uno dei punti di forza dei blancos, i rimbalzi: all'Allianz Cloud il Real ne prese 19 in attacco, contro i 25 difensivi Olimpia. E accettando anche un altro punto di forza degli spagnoli, tra i migliori a tenere bassa la percentuale da due avversaria: Milano tirò col 48,3%. Ma se il Real ha un punto debole, sono le triple subite (solo Parigi e Partizan ne incassano di più): 10.6 di media. L'Olimpia ne infilò 14 (su 27, 51.9%), una delle migliori prestazioni da tre dell'anno, e rispetto alle 9 triple segnate dal Real fa 15 punti di differenza, in una gara vinta di 7 pur giocando una quindicina di possessi in meno degli spagnoli. Tenuti al 43.6% da due, ben sotto il 55,7% stagionale. Come detto, si può. Non con gli ingredienti di allora, in ogni caso sapendo che la fisicità resta non pareggiabile. Ma con la tattica in difesa e le percentuali in attacco una strada c'è".
Le parole pre-partita: «Sappiamo di affrontare un Reai in grandissime condizioni, che soprattutto in casa sta facendo vedere perché è una delle principali candidate al titolo - il prepartita di Peppe Poeta, coach Olimpia -. In ogni molo hanno profondità e talento, allenati da un coach esperto, che stimo molto, come Scariolo». Che risponde: «Milano è un avversario molto più forte di quanto dica la classifica. Basta guardare il roster, con tanti giocatori esperti e di talento. È una squadra molto ben costruita, con un tiro da tre tra i migliori di Eurolega. Ci hanno già battuto a Milano e hanno sconfitto quasi tutte le squadre più forti della competizione».