Warriors vincenti a Dallas, ma soltanto dopo un supplementare doloroso
Prima che tutto si fermasse su quell’immagine terribile dell'infortunio di Moses Moody, la partita di Dallas era stata esattamente il tipo di sfida che ci si aspetta quando due attacchi così talentuosi si incrociano, con un ritmo altissimo fin dalla palla a due e una pioggia di triple che tiene il punteggio sempre in bilico e le difese costrette a rincorrere gli aggiustamenti. I Mavericks partono forte, spingono in transizione e trovano subito la mano calda dall’arco, ma Golden State non si lascia travolgere e risponde dopo il primo timeout, appoggiandosi alla presenza di Kristaps Porzingis e alle iniziative di Moses Moody, che entra in ritmo e diventa rapidamente uno dei riferimenti offensivi più affidabili della serata. Cooper Flagg, dall’altra parte, alimenta l’attacco di Dallas con giocate da veterano più che da giovane emergente, e il primo quarto si chiude con i Warriors avanti di un possesso (31-34).
Nel secondo periodo il copione si ribalta, perché le palle perse di Golden State diventano benzina per i Mavericks, che sfruttano ogni errore per correre e costruire un margine consistente, toccando anche i quindici punti di vantaggio prima che Brandin Podziemski, con una serie di iniziative aggressive, rimetta i californiani in carreggiata e permetta loro di restare a contatto all’intervallo (73-63).
Dopo la pausa lunga, la partita cambia ancora pelle: Dallas prova a gestire il vantaggio appoggiandosi al duo Flagg-Bagley, ma iniziano a restituire il favore in termini di palloni persi, aprendo la porta al rientro dei Warriors, che con Podziemski e Gui Santos costruiscono un parziale pesante e rimettono tutto in equilibrio prima dell’ultimo quarto (98-98). L’avvio dell’ultima frazione sembra indirizzare definitivamente la sfida, perché tre errori consecutivi di Flagg in costruzione permettono a Golden State di piazzare un 11-0 che ribalta l’inerzia e consegna agli ospiti il controllo del punteggio, anche se Dallas ha il merito di non sbriciolarsi e di restare lì, aggrappata ai canestri dello stesso Flagg e di Max Christie. È proprio Christie, con una tripla pesantissima, a firmare il 126-126 che manda tutti al supplementare. Nell’overtime i Warriors si dimostrano più lucidi e i Mavericks invece visibilmente a corto di energie, e il margine che si allarga subito. Moody intercetta un pallone, parte in campo aperto per chiudere con un semplice schiacciata a due mani e invece crolla a terra tenendosi il ginocchio, gelando l’arena e i compagni, che chiudono sì la partita con il successo dopo il supplementare, ma lo fanno in un silenzio irreale.
Dallas - Golden State 131-137
Mavericks: 32 Flagg, 20 Gafford, 16 Marshall, 15 Christie e Thompson.
Warriors: 23 Moody, 22 Porzingis, 20p+10r Podziemski, 17 Payton, 16 Santos, 14 Cryer, 12 Richard, 11 Green.