NBA, il salary cap sale ma sotto le previsioni. Il motivo? Il calo degli incassi dalle TV locali
L'NBA ha informato le franchigie che la proiezione per il salary cap della stagione 2026/27 è scesa da 166 a 165 milioni di dollari a causa di una riduzione degli introiti derivanti dai diritti televisivi locali, secondo quanto riportato da Shams Charania di ESPN. Quando la lega aveva fissato il tetto salariale a 154.647.000 dollari per la stagione 2025/26, aveva comunicato alle squadre una previsione di crescita del 7% per l'annata successiva (pari a circa 165,4 milioni di dollari). A settembre questa stima era stata leggermente alzata a 166 milioni, ma, stando alle ultime indiscrezioni, la proiezione è ora nuovamente calata a 165 milioni.
Sebbene non sia chiaro se la cifra di 165 milioni sia esatta o arrotondata per difetto, si tratta di un cambiamento che potrebbe rivelarsi assolutamente non trascurabile sia per le franchigie che operano al di sotto del salary cap, sia per quelli che prevedono di sforare le soglie limite del primo o del secondo "apron" della luxury tax, che saranno leggermente più basse del previsto. A pesare su questo ribasso c'è la profonda crisi del Main Street Sports Group, società che gestisce gli accordi televisivi regionali di ben 13 franchigie NBA e che sembra a un passo dall'insolvenza. Come segnalato dallo Sports Business Journal, per far fronte alla situazione e recuperare i fondi perduti, la lega ha avvisato le proprietà che potrebbe introdurre un proprio hub di streaming per le trasmissioni locali già a partire dalla prossima stagione.
I problemi finanziari di Main Street hanno causato il mancato versamento delle rate previste per il 1° gennaio, 1° febbraio e 1° marzo, rendendo prioritaria la creazione di questa piattaforma streaming (originariamente prevista per un futuro più lontano) e spingendo le squadre coinvolte a esplorare accordi temporanei, sia lineari che in streaming, per non oscurare le proprie partite. Dal punto di vista contrattuale, l'attuale CBA - il contratto collettivo ndr - limita gli aumenti annuali del salary cap a un massimo del 10% per evitare sbalzi anomali come il clamoroso +34,5% del 2016, che permise ai Golden State Warriors da 73 vittorie di firmare Kevin Durant in free agency. Un incremento del 10% avrebbe spinto il tetto a oltre 170 milioni di dollari nel 2026/27, ma, alla luce di questi ultimi sviluppi, uno scenario simile appare ormai altamente improbabile.