I Bulls resistono allo show di Durant e alla tripla doppia di Sengun
Per una squadra che vede il play-in allontanarsi giorno dopo giorno, una notte come questa vale oro. Chicago sceglie di non alzare le mani dal volante proprio quando davanti si presenta una versione dei Rockets guidata da un Kevin Durant in modalità fuoriclasse assoluto e da un Alperen Sengun in tripla doppia, e invece di subire la vetrina la trasforma in un palcoscenico per il proprio carattere. L’avvio è un manifesto di aggressività e fiducia, con i Bulls che aprono il match a suon di triple firmate dal trio Josh Giddey–Matas Buzelis–Jalen Smith, trovando subito ritmo sul perimetro e costringendo Houston a rincorrere una partita che si mette in salita già nei primi minuti, mentre Collin Sexton firma un primo quarto praticamente perfetto e spinge il vantaggio a venti punti (41-21). Ogni volta che i Rockets provano a rialzare la testa prima dell’intervallo, affidandosi alle letture di Sengun e alle accelerazioni di Amen Thompson, Chicago risponde con i propri cambi, pescando energia da Jalen Smith e da un Rob Dillingham che entra e mantiene alto il livello di intensità, fino al canestro di Tre Jones che manda tutti negli spogliatoi con la sensazione di una serata già indirizzata (65-48).
Al rientro in campo, Houston cambia marcia e si affida al trio Amen Thompson–Durant–Sengun per riaprire completamente i giochi, con KD che piazza tre canestri consecutivi per accorciare il margine e i compagni che iniziano ad attaccare con decisione il cuore dell’area, costringendo i Bulls a difendere più basso e a perdere un po’ della brillantezza mostrata in precedenza. Nel giro di pochi minuti il vantaggio costruito con tanta fatica si assottiglia, il parziale texano prende forma con i ganci morbidi di Sengun e le incursioni di Thompson, e il pubblico del United Center passa dal godersi lo spettacolo al trattenere il fiato, perché il tabellone racconta di un rientro quasi completato e di un’inerzia che sembra essersi spostata definitivamente verso gli ospiti (95-87). Chicago però non si scioglie, si aggrappa al talento del proprio backcourt e trova nel duo Jones–Dillingham prima, e soprattutto in Giddey e Buzelis poi, le risposte che servono per non farsi travolgere, con il play australiano che alterna penetrazioni, gioco in pick and roll e un paio di giocate da tre punti che ribaltano di nuovo l’energia della serata, mentre Leonard Miller chiude al ferro su un assist che fa esplodere la panchina. Nel finale, sarà il layup del rookie lituano a strappare quasi di forza la vittoria dei Bulls.
Chicago - Houston 132-124
Bulls: 25 Sexton, 23 Buzelis, 17 Miller, 15p+13as Giddey, 15 Smith e Jones, 13 Richards.
Rockets: 40 Durant, 33p+13r+10as Sengun, 23 Thompson, 13 Sheppard.