Per Steve Kerr il ritorno di Steph Curry rimette i Warriors "di nuovo in gioco"
Steve Kerr ha spiegato come il ritorno in campo di Stephen Curry abbia trasformato immediatamente il volto dei Golden State Warriors, nonostante la sconfitta per 117-116 contro gli Houston Rockets al Chase Center. “L’energia era completamente diversa rispetto alle ultime partite,” ha detto il coach. “Con Steph siamo di nuovo dentro la lotta.” Curry ha chiuso con 29 punti in 26 minuti dopo aver saltato 27 gare per un infortunio al ginocchio destro, e Kerr ha sottolineato che il suo impatto va ben oltre i numeri. “Lo percepisci subito,” ha spiegato, riferendosi alla reazione del pubblico, alla fiducia della squadra e al ritmo generale della gara.
Golden State ha sfiorato la vittoria quando Gary Payton II ha riportato avanti i Warriors nel finale, ma il layup decisivo di Alperen Sengun a 11 secondi dalla sirena ha chiuso i conti. Kerr, però, ha apprezzato l’approccio complessivo: “Dieci palle perse, 34 assist. In attacco abbiamo fatto un’ottima partita. Ci è mancata solo la giocata difensiva nel momento decisivo.” Il coach ha evidenziato anche la rapidità con cui Curry ha ritrovato volume e fluidità al tiro dopo la lunga assenza. “Venti tiri in 26 minuti. È quello che vuoi vedere,” ha detto. “Steph è stato fantastico. Ha lavorato duramente per tornare così.”
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— Golden State Warriors (@warriors) April 6, 2026
Kerr ha spiegato come la presenza di Curry modifichi immediatamente gli spazi per tutti gli altri. “Gli basta poco per ritrovare il ritmo, e il suo ritmo diventa il nostro,” ha dichiarato, aggiungendo che il movimento del numero 30 ha generato “tanti layup facili” per i compagni, Payton compreso. Ha poi sottolineato come la sola minaccia di Curry costringa le difese ad allargarsi: “Quando un difensore deve seguirlo quasi a metà campo sui pick and roll, si apre tutto il resto.”
Curry non è partito in quintetto, e Kerr ha spiegato che la scelta è stata concordata per gestire al meglio i minuti. “Non voleva partire e poi restare fermo troppo a lungo,” ha detto. “Così abbiamo deciso di farlo giocare gli ultimi sei minuti di ogni quarto.” Sul possesso finale, Kerr ha ammesso che qualcosa non ha funzionato come previsto: “La mia sensazione è che gli spazi non fossero quelli giusti. L’idea era di dargli un blocco alto.” Nonostante la sconfitta che porta Golden State a 36-42, Kerr ha insistito sul fatto che il ritorno di Curry rappresenti il vero punto di svolta. “La squadra ha un’altra sicurezza con lui in campo,” ha concluso. “Steph cambia tutto.”