Nets, vittoria “scomoda” sui Wizards: Wilson e Minott brillano in una gara da tanking
Al Barclays Center va in scena una Pasqua dal sapore amaro per la NBA, ma dolce per i Nets, che battono i Wizards 121-115 in una sfida tra squadre già proiettate alla lotteria e con rotazioni ridotte all’osso. Brooklyn arrivava con il secondo peggior record della lega, appaiata a Indiana e appena davanti a Washington, e il ko avrebbe significato un passo avanti verso le migliori probabilità al Draft; invece un parziale finale di 8-0 firmato da Nolan Traore consegna il successo ai padroni di casa e lascia agli ospiti il “vantaggio” nella corsa alla prima scelta.
In un pomeriggio in cui molti titolari restano a riposo, Jalen Wilson sfrutta il minutaggio extra: 13 punti nel primo tempo e 19 totali, con una tripla pesante nel finale, per un giocatore che doveva dimostrare di poter entrare nel progetto di ricostruzione dopo una stagione passata quasi sempre ai margini della rotazione. Dalla panchina arriva anche la risposta di Josh Minott, autore di 15 punti e protagonista nel quarto periodo, all’ottava gara in doppia cifra con la maglia dei Nets mentre prova a ritagliarsi un posto stabile in NBA dopo le esperienze a Minnesota e Boston.
Il contesto tecnico, però, racconta molto di più del semplice risultato, perché questa partita diventa un manifesto di tutto ciò che la lega vorrebbe evitare quando si parla di tanking. Prima della palla a due sembra quasi una gara a chi rinuncia a più giocatori: Brooklyn tiene fuori nove elementi abituali, Washington arriva addirittura a dieci assenze e si presenta con un gruppo ridotto all’osso, con un livello di gioco che ne risente in modo evidente.
In campo difese distratte, palle perse grottesche e un’intensità spesso insufficiente danno la sensazione di essere lontani anni luce da uno standard NBA, al punto che senza i nomi sulle maglie sarebbe difficile riconoscere la vetrina più importante del basket mondiale. Il successo dei Nets, costruito nonostante questo contesto, lascia comunque qualche segnale positivo per la ricostruzione, ma la qualità complessiva dello spettacolo offre un’immagine poco lusinghiera per Adam Silver e per una lega che continua a interrogarsi su come limitare serate del genere.