Durant e Sengun gelano i Warriors: Houston passa a San Francisco nel duello con Curry
La serata del Chase Center si accende presto, perché Golden State parte forte con gli otto punti di Gui Santos che aprono il solco iniziale sul 13-6 mentre Stephen Curry osserva dalla panchina e aspetta il momento di rientrare in scena. Houston prova a restare agganciata grazie alla mano educata di Reed Sheppard, che con gli undici punti del suo primo spezzone ridà ossigeno ai Rockets. L’ingresso di Curry a cinque minuti dalla fine del primo quarto cambia subito l’energia del palazzetto, con una prima azione chiusa da un assist, due canestri rapidi e un tripla che, insieme a un paio di palloni persi da Alperen Sengun, consente ai Warriors di chiudere avanti 31-26.
La risposta della squadra di Ime Udoka arriva sul piano dell’intensità difensiva, per costruire un 14-2 in apertura di secondo periodo, spinto dalle conclusioni pesanti di Sengun, Jabari Smith Jr e Aaron Holiday, che ribaltano il punteggio sul 33-40 e mostrano un volto molto più aggressivo rispetto all’avvio. Il rientro di Draymond Green e Brandin Podziemski rimette ordine nell’attacco dei padroni di casa, che rispondono con un 9-0 fino al 42-40 e trovano altri cinque punti rapidi di Curry per provare a ristabilire le gerarchie, ma dall’altra parte Kevin Durant e Amen Thompson firmano il loro personale 9-0, chiudendo il primo tempo sul 55-53 per Houston.
Il terzo quarto si apre con un 3+1 di KD, un Jabari Smith Jr sempre più in fiducia e un Sengun dominante vicino al ferro che spingono il margine fino al 62-74, preludio a una frazione in cui Durant ne mette 16 e porta i Rockets anche a +15, prima che l’ennesimo colpo di orgoglio di Curry riduca il divario sul 82-92. L’ultimo periodo è una lunga prova di resistenza per Houston, che riesce a gestire il vantaggio per sei minuti. Poi De’Anthony Melton firma la bomba del 106-99 e costringe Udoka al timeout. Torna dentro ancora Curry che regala ai Warriors cinque punti; e un’altra tripla di Melton per rivedere Golden State a un solo possesso di distanza sul 111-112.
Nel finale Kevin Durant e Alperen Sengun si prendono la scena, ma una tripla da dieci metri di Curry, seguita da uno stop difensivo, offre ai Dubs la possibilità di sorpassare con 33,0" sul cronometro e Steve Kerr decide di usare il suo fuoriclasse come esca, liberando Gary Payton II sotto canestro grazie al passaggio di Draymond Green per il 116-115 che sembra poter chiudere la storia, finché l’ultimo possesso dei Rockets non ribalta ancora tutto. Durant attira su di sé l’intera difesa e scarica il pallone perfetto per Sengun, bravo a firmare il canestro del sorpasso a 8,0" dalla sirena sul 116-117, lasciando a Curry l’ultimo tiro della speranza, un tentativo che si spegne sul ferro e sancisce la vittoria di Houston.