Bam Adebayo all'attacco: «Pensate che arrivato a 70 avrei chiesto al coach di cambiarmi!?»

14.03.2026 12:45 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Bam Adebayo all'attacco: «Pensate che arrivato a 70 avrei chiesto al coach di cambiarmi!?»

Sulla scia delle parole di coach Erik Spoelstra, anche Bam Adebayo ha risposto alle critiche ricevute dopo la sua storica partita da 83 punti con i Miami Heat. Il lungo ha respinto le accuse di aver forzato la mano per inseguire il record, sottolineando che le responsabilità non sono le sue: «Prima di tutto state dando la colpa a me. Dovreste darla al loro allenatore [dei Washington Wizards]. Partiamo da questo. Non ero io quello che mi lasciava giocare uno contro uno per tutta la partita finché non sono arrivato a 70 punti e solo allora avete iniziato a mandare il raddoppio».

Adebayo ha poi spiegato perché, una volta avvicinatosi al record, non aveva alcuna intenzione di fermarsi: «A quel punto avevo 70 punti con, tipo, nove minuti ancora da giocare. Pensate che non ci avrei provato? Ed è questo che è folle quando parlano della parte “non etica” del basket. Se ho 70 punti con nove minuti da giocare, chi direbbe mai: “Coach, tirami fuori”. Sì, certo. Chiunque fosse al mio posto con nove minuti sul cronometro? Un minuto, ok. Ma nove? Certo che ci provo. Non potete arrabbiarvi per questo. E se siete arrabbiati, non mi importa».

Il lungo di Miami ha anche risposto alle critiche sui molti tiri liberi tentati durante la partita, ricordando di essere stato realmente fermato con falli dagli avversari: «Diranno che sono stati i tiri liberi. Ma non è che tiro 15 liberi a partita, non è che ne segno 10 di media. Potete guardare il video: mi stavano facendo fallo davvero ogni volta, quindi sono andato in lunetta». Adebayo ha poi raccontato come le 48 ore successive alla prestazione siano state intense: «Sono state delle vere montagne russe emotive. Non è facile voltare pagina e pensare subito alla partita successiva. È ancora un momento in cui mi pizzico per capire se è reale».

Nonostante la prestazione storica, nella partita successiva contro i Milwaukee Bucks Adebayo si è fermato a 21 punti, ma per lui la cosa più importante resta la vittoria. «Non sono stati 83 stasera, sono stati 21. Se qualcuno è arrabbiato non mi interessa. Abbiamo vinto e questo è ciò che conta». Ripensando alla sua impresa, il lungo ha ammesso di essere ancora incredulo: «Sono un po’ stupito da me stesso. Sentire il mio nome dopo quello di Wilt Chamberlain e prima di quello di Kobe Bryant suona pazzesco, ma è successo davvero». E pensando al suo idolo Bryant ha aggiunto: «Se potesse parlare, credo fermamente che direbbe: “Congratulazioni, ragazzo. Hai fatto qualcosa che pensavo nessuno potesse nemmeno provare a raggiungere per i prossimi 40 o 50 anni”».

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.