Venezia, arrivederci A1

03.06.2010 14:42 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: www.reyer.it
Luigi Brugnaro
Luigi Brugnaro

Sai mamma, ho riflettuto a lungo in questi giorni, sul bilancio della stagione sportiva che si è appena conclusa e sul mio impegno personale ed economico per la Reyer. Mi sono tornati in mente i tuoi racconti di quando ero piccolo e mi insegnavi, con l’esempio, ad essere umile; quando giocavamo insieme e mi facevi divertire senza giocattoli costosi ma semplicemente con la tua partecipazione e la tua gioia. Devo ammettere che quest’anno non mi sono divertito; pur avendo speso molti soldi, forse spesi anche male visti i risultati e l’atteggiamento in campo di qualche atleta, mi sembra di non essere stato io stesso umile. Trascinato e spinto da indubbi risultati sportivi e di partecipazione raggiunti finora dal progetto Reyer , mi sono distratto dai miei valori, dai valori della Reyer in cui credo e a cui non voglio rinunciare. La soddisfazione più grande me l’hanno data le persone che sono venute a vedere le partite, che hanno partecipato con passione e con cui abbiamo condiviso momenti importanti di aggregazione sociale. Importanti perché io, mamma, e tu lo sai, do un valore fondamentale alla partecipazione; credo sia il primo segnale di democrazia e libertà. E’ per questo che, pur in un momento economico difficile per tutti e ovviamente anche per me, io ho deciso di non mollare; ho scelto di dare l’esempio nel razionalizzare al meglio le risorse disponibili e soprattutto voglio farlo senza cedere alle lamentele e alle recriminazioni verso chi non mi ha aiutato o forse avrebbe dovuto farlo di più: non è un mio problema, riguarda la coscienza di ciascuno. Sarà la città, saranno le persone, ne sono certo, a dare il proprio giudizio sui comportamenti: a me interessa che la Reyer trasmetta ai nostri ragazzi “Veneziani” il valore del sacrificio e della competizione leale. A questo punto rimane a me il problema delle risorse e di come razionalizzare le mie possibilità al meglio: l’idea è quella di svincolarsi da logiche di mercato che hanno portato ad una lievitazione spropositata dei costi, per costruire i futuri successi grazie al lavoro, al sudore e all’entusiasmo del nostro settore giovanile. Un percorso più etico che possa contribuire a far maturare in modo corretto coloro che sono, prima di tutto, i cittadini di domani. Per tale motivo devo operare delle scelte drastiche al fine di valorizzare le risorse di cui Reyer dispone. La prima di queste è la rinuncia, a partecipare al campionato di A1 femminile per continuare a promuovere il più possibile quel grande patrimonio societario costituto dal settore giovanile per me irrinunciabile. Un segnale forte, lanciato senza polemica alcuna, ma che vuole rappresentare una ferma presa di posizione per provare a segnare una nuova via nel movimento cestistico, e al tempo stesso per il futuro dello sport del nostro territorio. Una evoluzione del nostro percorso che sarà possibile grazie alle persone per bene che hanno lavorato con passione a questo progetto e che mi sono sempre state vicino. Ritengo, infatti, che si sia chiuso un ciclo per quanto riguarda l’attuale squadra senior femminile e che sia arrivato invece il momento di spalancare le porte a quelle giovani atlete che, grazie al paziente e costante lavoro, ormai da anni hanno portato il settore giovanile femminile orogranata a primeggiare in Italia. A tal proposito convocherò una conferenza stampa nei prossimi giorni per spiegare i dettagli dell’operazione. Rimango altresì convinto della scelta di puntare ancora sulla prima squadra maschile in LegaDue con la certezza che possa essere trainante per l’intero movimento sportivo del territorio. L’auspicio è che anche l’attuale settore giovanile maschile, il cui lavoro è stato avviato qualche anno dopo rispetto al femminile, possa regalare sempre più soddisfazioni e promuovere i giovani atleti che stanno crescendo in Reyer. Mamma, tu che sei anche nonna, spero che saprai apprezzare quanto mi costa questa scelta sotto il profilo umano, ma credo proprio che l’Umiltà sia la base da cui si debba ripartire, con la convinzione di poter contare sui giovani per il nostro futuro.

Luigi Brugnaro
Presidente Reyer