Serie B - Niccolò Cazzolato: «Pensavo di smettere, poi è arrivata la chiamata dell’UBP Padova»

27.11.2020 14:42 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Serie B - Niccolò Cazzolato: «Pensavo di smettere, poi è arrivata la chiamata dell’UBP Padova»
© foto di Eleonora Pavan

Dall’ipotesi di lasciare il basket di livello professionistico-semiprofessionistico ad una nuova sfida con una matricola della Serie B Old Wild West. Nicolò Cazzolato, classe ’89, ha sempre frequentato i piani alti della cadetteria e nel proprio curriculum vanta perfino due puntate in A/1 a Cremona e Brindisi, ma ha accettato la scommessa di traghettare il Guerriero verso la salvezza. Con umiltà si è già calato nella dimensione di una squadra che dovrà lottare ogni partita con il coltello fra i denti per guadagnarsi la difficile permanenza nella categoria. 

Nick, la scorsa estate accennavi al fatto di voler smettere con il basket. Cosa ti ha fatto cambiare idea?

«È stata la mia passione per questo sport. In realtà avevo pensato di riavvicinarmi a casa e continuare a giocare dopo il lavoro per puro divertimento, magari in qualche campionato regionale. Poi però si è presentata l’opportunità di venire qui a Padova e l’ho colta al volo. In quel momento sentivo il bisogno di diminuire il mio impegno sportivo per dare priorità a una nuova attività lavorativa e allo studio, visto che mi mancano pochi esami per laurearmi in scienze motorie all’Università Telematica San Raffaele di Roma. Mi piacerebbe fare il preparatore fisico e ho già cominciato a lavorare in una palestra». 

Come è stato tornare ad allenarsi con il gruppo dopo il periodo di pausa dovuto al Covid?

«Una bella sensazione, anche perché il periodo di attesa è stato piuttosto lungo. Fortunatamente ho avuto soltanto un po’ di febbre, mal di testa e raffreddore per qualche giorno. Piano piano ora sto cercando di riprendere il ritmo e riadattarmi all’organizzazione del gioco di squadra».

Che contributo pensi di poter dare all’Unione nella lotta per la salvezza? 

«Proverò a fare tutto ciò che posso, come sempre. Leader? No, non mi sento un leader, piuttosto un veterano assieme ad altri giocatori d’esperienza come Andreaus, Campiello e Chinellato che già conoscevo».   

C’è un compagno di squadra che ti ha impressionato di più in questo pre-campionato?

«Nessuno in particolare, ma mi piace molto che tutti, dai giovani ai più esperti, stiano dando il 100% per aumentare il proprio livello di gioco».

Come definiresti coach Giuliano Calgaro?

«Sicuramente è un allenatore dedito anima e corpo a questo progetto. Si vede che è uno che ci tiene moltissimo. Con lui abbiamo instaurato tutti un ottimo rapporto».

Di Serie B ne hai fatta parecchia e hai avuto modo negli ultimi anni anche di saggiare i parquet della Serie A. Quale stagione ricordi con più piacere?

«Sono due le annate di cui conservo un bel ricordo: a Bergamo in Serie B e A/2 con “Cece” Ciocca (ora allenatore della Tramarossa Vicenza, ndr) che è sempre stato un grande lavoratore. Il primo anno abbiamo sfiorato la promozione raggiungendo le Final Four e dopo aver perso la finalissima siamo stati ripescati in A/2». 

La tua partita più bella ed emozionante?

«Sempre all’epoca di Bergamo, la vittoria in finale playoff contro Cento, grazie alla quale ci siamo qualificati per le Final Four di Serie B. Fu una grande soddisfazione. Anche la tripla del pareggio segnata in Coppa Italia a fil di sirena contro la Dinamo Sassari, quando ero alla Vanoli Cremona, mi ha regalato un’emozione incredibile».  

Dalle tue risposte traspira una passione per la pallacanestro che sembra partire da lontano. Come hai iniziato a giocare?

«Ero piccolo, ma avevo già sperimentato diversi sport. La motivazione per la quale scelsi il basket fu inizialmente di tipo pratico: avevo 10 anni e mi ammalavo spesso, così mia mamma mi ha convinto a ripiegare su un’attività indoor. Mi appassionai subito alla pallacanestro: i primi passi li ho mossi nel mio paese, a Cornuda, e successivamente sono entrato a far parte della Benetton Treviso. Con la mia passione ho finito per contagiare mio fratello minore Alex che ora è un giocatore del Montebelluna in C Gold. Anche mia sorella Alice pratica uno sport di contatto, ma ha optato per il rugby con le Fox Montebelluna».

(PH. Eleonora Pavan)