«Partnership perfetta»: NBA Europe e i retroscena dell'incontro a Londra
Il giorno dopo il Global Games NBA alla O2 Arena tra Orlando e Memphis, in un hotel nel cuore di Londra si è giocata una partita ben più strategica per il futuro della palla a spicchi nel Vecchio Continente. NBA e FIBA hanno finalmente alzato il sipario sulla loro visione comune: una lega europea indipendente, prevista per l'autunno 2027, che mira a coinvolgere 12 città chiave (tra cui Milano e Roma). Davanti a una platea di 250 invitati selezionatissimi, Adam Silver e i vertici della FIBA hanno delineato un progetto che intende capitalizzare sugli oltre 270 milioni di fan europei, colmando quel gap storico tra la passione popolare e i ricavi commerciali che il basket europeo non è mai riuscito a chiudere del tutto. A rivelare i dettagli di quanto accaduto è la Gazzetta.
Il parterre presente in sala confermava la serietà delle intenzioni, con una convergenza inedita tra sport e alta finanza. Oltre ai rappresentanti di club storici come Olimpia Milano (con Ettore Messina e Christos Stavropoulos), Real Madrid, Barcellona e Panathinaikos, spiccava la presenza di brand calcistici globali come il Manchester City e il Milan. Proprio il club rossonero era rappresentato da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, a testimonianza dell'interesse trasversale del progetto. Ma a dare peso specifico all'operazione c'erano soprattutto i colossi del capitale: da J.P. Morgan a Raine Group, passando per fondi sovrani come PIF e giganti del private equity come Blackstone e KKR, tutti pronti a valutare l'ingresso in un ecosistema che promette di rivoluzionare gli assetti attuali.
È stato proprio il mix tra business e cultura sportiva il cuore degli interventi sul palco. Zlatan Ibrahimovic ha sintetizzato il potenziale dell'operazione con il suo solito carisma: «Sono convinto che, se l'NBA arriva con un’idea e un modello di business e la combina con i tifosi europei, nasca una partnership perfetta». Un concetto ribadito da Gerry Cardinale, che ha sottolineato le prospettive di crescita: «Penso che avrà un successo incredibile, se possiamo prendere quello che abbiamo imparato negli Usa e quello che abbiamo imparato qui...». Non solo affari, però, ma anche tutela del movimento, come ha evidenziato Pau Gasol allargando l'orizzonte: «Parliamo di una lega di basket, ma c’è molto di più in gioco. Si tratta dell’intero ecosistema, dei campionati nazionali, dell’impatto di questo progetto sulle nuove generazioni». Ora la palla passa al "Board of Governors" della NBA: marzo potrebbe essere il mese decisivo per il semaforo verde per quella che sarebbe una rivoluzione per il basket in Europa.