«NBA Europe: il Milan vuole esserci, da solo o con l'Olimpia»
Sono state giornate importanti per la NBA in Europa nell'ottica del nuovo progetto di espansione che vede la nascita di una nuova lega dall'ottobre del 2027. A Londra ieri mattina il Commissioner Adam Silver e i vertici della NBA hanno presentato il loro progetto, e soprattutto le proiezioni finanziarie, a proprietari di squadre, investitori, fondi, e il tutto alla presenza delle più grandi realtà dell'economia globale. Non si scopre di certo l'acqua calda: la NBA può contare su relazioni commerciali di primo livello. Ma cosa succederà ora? I prossimi due mesi saranno decisivi: la NBA - raccolte le adesioni - chiederà al Board of Governors, l'assemblea dei proprietari delle franchigie NBA, il via libera a concretizzare il tutto e a quel punto sarà più chiaro chi ci sarà e chi no. Sicuramente l'AC Milan vuole essere uno dei 12 club azionisti di questa nuova lega, della quale NBA terrebbe il 50% della proprietà (qui la prima grande differenza con EuroLeague). Lo dimostrano le parole pronunciate da Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, proprietario del Milan, sul palco dell'evento tenutosi ieri a Londra.
La domanda a questo punto è: cosa farà l'Olimpia Milano? C'erano anche Ettore Messina e Christos Stavropoulos nella capitale inglese. Al momento non emergono dichiarazioni o intenzioni, ma La Gazzetta dello Sport sottolinea come "il Milan in questo vuole esserci, da solo o con l'Olimpia". Le domande sorgono spontanee: ci può essere una partnership? Addirittura una fusione? Da una parte c'è la potenza economica del Milan e del suo fondo proprietario, dall'altra la storia di un club come l'Olimpia. Che per altro ricordiamo avere firmato la nuova licenza pluriennale con EuroLeague, il che vorrebbe dire che un'eventuale uscita costerà svariati milioni per esercitare l'opzione sul contratto di cui si è parlato negli scorsi giorni.