March Madness | Michigan ferma UConn e torna sul trono NCAA!
Dopo una serie di cinque gare oltre quota novanta punti, per la finale del March Madness Michigan sceglie una strada diversa e chiude i rubinetti offensivi di UConn, imponendosi 69-63 in finale. I Wolverines costruiscono il secondo titolo NCAA della loro storia - il primo dal 1989 - partendo dalla metà campo difensiva, spezzando il ritmo dei campioni in carica e cancellando il sogno di un terzo trionfo in quattro anni per la squadra di Dan Hurley. Fin dall’avvio, il piano di gioco dei Huskies è chiarissimo: andare forte dentro l’area con Tarris Reed Jr., che chiude con 13 punti e 14 rimbalzi, ma la presenza verticale di Aday Mara ne limita gli spazi e rende ogni ricezione più complicata. La gara resta in equilibrio, con un leggero margine per Michigan, sospinta da un Elliot Cadeau aggressivo e sempre pronto a spingere la transizione, mentre il ritmo più lento imposto da UConn toglie il contropiede ai Wolverines e li costringe a un primo tempo di grande sofferenza sul perimetro, fotografato dallo 0 su 8 dall’arco. Gli Huskies, però, non riescono a trasformare del tutto questa difficoltà in fuga, perché limitano le palle perse ma concedono troppo nella zona pitturata, dove Michigan trova punti preziosi e tanti viaggi in lunetta, compensando la serata storta dall’arco. Il momento chiave della prima frazione arriva poco oltre i tre minuti dalla sirena dell’intervallo, quando un fallo su Alex Karaban innesca la reazione Wolverines: in meno di sessanta secondi arriva un parziale di 6-0 che ribalta l’inerzia, poi il primo tempo si chiude con un 10-4 che manda Michigan negli spogliatoi avanti 33-29, nonostante il tabellino ancora vuoto da tre punti.
THE MOMENT MICHIGAN BASKETBALL BECAME NCAA CHAMPIONS ONCE AGAIN
— SportsCenter (@SportsCenter) April 7, 2026
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Al rientro dagli spogliatoi, la situazione falli inizia a pesare sul piano partita di UConn, soprattutto per Solo Ball, e Michigan fiuta immediatamente il momento, alzando la pressione e attaccando con decisione il ferro. Cadeau firma un canestro con fallo che spinge il margine a sette lunghezze, poi il vantaggio cresce gradualmente mentre i Wolverines sbloccano il proprio tabellino dall’arco, trovando la tripla che apre un break capace di portarli fino a più undici e di far esplodere la panchina. Dall’altra parte, l’attacco di UConn si inceppa in modo quasi inatteso: gli Huskies collezionano errori in serie dall’arco, arrivando fino a tredici conclusioni consecutive sbagliate da tre, e faticano anche a concludere al ferro contro la protezione del canestro garantita da Mara, che cambia traiettoria a più di un possesso chiave. Nemmeno il dominio a rimbalzo offensivo basta a riaprire davvero la sfida, perché le seconde opportunità non si trasformano in strisce di canestri e ogni tentativo di rientro viene respinto da una risposta puntuale di Michigan. Nel finale punto a punto, UConn riesce a riportarsi a due possessi di distanza in più di un’occasione senza trovare il colpo del ko definitivo. I Wolverines puniscono l’ennesima transizione mal gestita con la tripla di Trey McKenney a meno di due minuti dalla sirena, un colpo che vale il più nove e indirizza definitivamente la notte. Con un impressionante 25 su 28 ai liberi e una continuità difensiva che non cala mai, Michigan controlla le ultime azioni e chiude la pratica 69-63, festeggiando un titolo che mancava dal 1989, mentre Elliot Cadeau, autore di 19 punti, viene premiato come miglior giocatore della finale, affiancato dal contributo di un Yaxel Lendeborg da 13 punti che, nonostante i problemi fisici accusati in semifinale contro Arizona, stringe i denti e lascia un’impronta concreta sulla partita.