Spurs più profondi dei Sixers, Castle eguaglia l’energia di Embiid
E' dal perimetro, con Paul George (16 punti) che conferma il momento di forma e apre la gara a suon di triple dando ritmo ai Sixers, che prende tono la partita a San Antonio che deve rincorrere fin dai primi possessi. Victor Wembanyama sceglie però di rispondere vicino al ferro, imponendo la propria taglia e firmando il parziale che ribalta l’inerzia nel finale di primo quarto per il 29-28 Spurs, mentre Joel Embiid appare più arrugginito che dominante e lascia trasparire una certa frustrazione. La partita si complica presto sul piano fisico, perché dopo i problemi al ginocchio di Stephon Castle e quelli alla caviglia di Embiid arriva anche la paura per il braccio di Wembanyama, colpito duro da un intervento di George che lo manda negli spogliatoi e gela per qualche minuto l’ambiente texano. Nel frangente in cui il francese è fuori, il centro camerunense ne approfitta per salire di colpi e ritrovare ritmo, attaccando il ferro e guadagnando viaggi continui in lunetta, ma Castle si moltiplica su entrambi i lati del campo e gli risponde con personalità, tenendo San Antonio agganciata al punteggio. Quando Wembanyama rientra, il volto è chiuso e il corpo porta i segni della battaglia, ma il lungo non si tira indietro e accetta il confronto diretto con l’MVP 2023, che prova a metterlo nel mirino a ogni possesso, senza riuscire a piegarlo almeno fino a un nuovo alert al ginocchio che lo costringe a rallentare. Il punteggio resta in equilibrio e le squadre arrivano all’intervallo con San Antonio avanti 62-55.
Le due squadre tornano in campo senza Wembanyama (17 punti), rimasto negli spogliatoi per una fastidiosa contusione alla costola che spinge lo staff a non rischiare oltre. L’assenza del francese sembra inizialmente pesare come un macigno, con gli Spurs subito puniti dalle iniziative di Embiid e dalle conclusioni di George che provano a rimettere Philadelphia in carreggiata. San Antonio trova una risposta di squadra che cambia l’inerzia del terzo quarto, perché De’Aaron Fox accende il motore e firma l’allungo con un 10-0 che rimette in moto l’attacco texano. Embiid è sempre più presente nel boxscore (34 punti, 12 rimbalzi) ma non abbastanza per spezzare la resistenza del gruppo di Mitch Johnson. Il banco di prova per Philadelphia diventa la capacità di produrre qualcosa di diverso dai tiri liberi del proprio centro. E' il limite della serata, perché quando i fischi si fanno più rari l’attacco dei Sixers si inceppa. Non così la panchina degli Spurs che, guidata da Dylan Harper (17 punti) e Keldon Johnson (13 punti), continua a colpire e a tenere vivo il margine sul 92-85. Castle, nel frattempo, completa la sua prova totale con una tripla doppia da 19 punti, 11 rimbalzi e 13 assist. Gli Spurs volano e nel finale, amministrano il vantaggio per il conclusivo 115-102.