Wembanyama e gli Spurs piegano i Lakers di un Luka Doncic in tripla doppia
Il copione si capisce quasi subito: i Los Angeles Lakers iniziano la serata con una palla persa, i San Antonio Spurs rispondono con la mano sicura di Julian Champagnie e il primo strappo è già lì, sul 14-7. L’assenza di LeBron James, tenuto a riposo per sistemare qualche acciacco, costringe Luka Doncic a prendersi sulle spalle ogni singolo possesso: la palla passa sempre dalle sue mani, tra tiri in isolamento e letture per i compagni, come il lob perfetto per l’alley-oop in reverse di Jaxson Hayes che prova a scuotere i gialloviola.
Dall’altra parte, però, gli Spurs non si scompongono: chiudono avanti il primo quarto 26-23, poi trovano subito ossigeno con Victor Wembanyama, mentre Jake LaRavia esce dalla panchina con due triple che ribaltano momentaneamente l’inerzia (32-30 Lakers). È solo un’illusione: accanto a un Luka che “fa il Luka”, San Antonio trova la vera scintilla in Keldon Johnson, sesto uomo di lusso che attacca il ferro a ripetizione e chiude un primo tempo da 14 punti, spingendo gli Spurs al +5 all’intervallo (48-43).
Al rientro dagli spogliatoi gli Spurs alzano il ritmo, decidono finalmente di correre e di punire il solito rientro difensivo pigro dei Lakers, mentre De’Aaron Fox si prende il palcoscenico in regia dando continuità al vantaggio texano. Jarred Vanderbilt prova a tenere in vita i suoi con l’energia che lo contraddistingue, ma la profondità di San Antonio è semplicemente superiore: Stephon Castle porta fisicità su entrambi i lati del campo, Wembanyama cancella una palla persa con due stoppate in sequenza su Vanderbilt e Deandre Ayton, trasformandosi nel classico “spauracchio” che condiziona ogni scelta offensiva dei Lakers. Il margine si allarga, la squadra di JJ Redick comincia a perdere contatto e il tabellone dice +11 Spurs all’ingresso dell’ultimo quarto (79-68), con la sensazione che solo un’altra impresa di Doncic possa riaprire davvero i giochi.
L’ultimo periodo si apre con un altro lampo di Jake LaRavia dall’arco, ma la risposta di Victor Wembanyama è immediata e brutale: due triple che gelano il tentativo di rimonta e certificano quanto la sua intesa con Jeremy Sochan sia ormai naturale, fatta di tagli, letture e spaziature che aprono il campo a ogni possesso. Keldon Johnson continua a martellare il ferro, sempre in ritmo, sempre in attacco diretto, mentre i lampi di Luka Doncic -nonostante la tripla doppia che impreziosisce la sua serata da 38 punti, 10 rimbalzi, 10 assist - non bastano a cambiare il destino di una gara che San Antonio controlla con lucidità fino alla sirena. Quando JJ Redick decide, forse un po’ tardi, di alzare bandiera bianca, il 107-91 finale racconta di una vittoria pesante per gli Spurs.