Sharpe guida i Blazers: Lakers senza Doncic si arrendono a Portland
A Portland va in scena una notte che racconta bene il momento delle due squadre: i Blazers, in piena risalita, firmano un 132-116 convincente contro dei Lakers in crisi di identità difensiva e peraltro costretti a fare a meno del loro principale riferimento offensivo, Luka Doncic. Shaedon Sharpe si prende il palcoscenico con 25 punti e un’aggressività costante, simbolo di una squadra che ha vinto sette delle ultime nove gare e che ha trovato una struttura offensiva sempre più credibile attorno alle sue giovani bocche da fuoco. Accanto a lui, Jerami Grant e Caleb Love aggiungono 22 punti a testa, dando profondità a un attacco che non si spegne mai davvero e che approfitta delle assenze pesanti di Los Angeles, priva non solo di Doncic -fermo per un fastidio all’inguine, ma con esami strumentali rassicuranti e status “day-to-day” - ma anche del centro Deandre Ayton, fuori per problemi al ginocchio. Il Moda Center si accende comunque quando LeBron James, ancora una volta vicino alla tripla doppia con 20 punti, 9 rimbalzi e 8 assist, accorcia il divario con una schiacciata che riporta i Lakers a -6 nel secondo quarto (53-47), ma Portland mantiene il controllo e va al riposo lungo avanti 71-61, dando la sensazione di avere sempre una risposta pronta a ogni tentativo di rientro gialloviola.
Nella ripresa, la squadra di JJ Redick prova a restare aggrappata alla partita affidandosi alla leadership di Marcus Smart, che con 25 punti tiene viva l’inerzia dei Lakers prima di doversi fermare a metà quarto periodo per un problema fisico che lo costringe a lasciare il parquet, lasciando in sospeso la diagnosi definitiva. Dalla panchina, Drew Timme porta energia e punti, mentre LeBron continua a orchestrare l’attacco con la solita lucidità, ma ogni volta che Los Angeles sembra poter riaprire davvero i giochi, è Sharpe a spegnere l’entusiasmo con una giocata al ferro o una conclusione in ritmo. Il momento simbolo arriva nel terzo quarto, quando un lob di James per Smart vale il -8 (75-67), subito cancellato da una schiacciata di Sharpe che ribadisce la superiorità fisica e mentale dei Blazers. Senza la creazione di Doncic e con una rotazione accorciata dalle assenze, i Lakers finiscono per cedere di schianto nel finale: Portland allunga fino al +24, costringendo Redick a richiamare James in panchina a 5'40" dalla sirena, quasi in segno di resa. Per i Blazers è molto più di una semplice vittoria: è la conferma di un gruppo che, anche senza il suo miglior realizzatore Deni Avdija - ai box per il terzo match consecutivo per un problema alla schiena dopo una partenza di stagione da oltre 26 punti di media - ha trovato nuove gerarchie e una fiducia collettiva che trasforma ogni partita casalinga in un banco di prova superato a pieni voti.