Max Christie e i Mavericks dominano al Garden dei Knicks

Max Christie e i Mavericks dominano al Garden dei Knicks
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La verità di questa partita si capisce subito, praticamente dalla palla a due: i Mavericks entrano in campo con un’intensità che i Knicks non riescono a pareggiare e il 16-4 iniziale è lo specchio della serata. Max Christie (26 punti) apre il fuoco dall’arco con tre triple consecutive, allargando il campo e costringendo la difesa di New York a inseguire, mentre i padroni di casa provano a reagire con Jalen Brunson (22 punti) e Mitchell Robinson (12 punti, 15 rimbalzi) ma restano sempre un passo indietro (22-31). L’inizio del secondo quarto è un’altra ondata texana: Cooper Flagg (18 punti) si mette subito in mostra, corre il campo e trascina i compagni in transizione, con i Knicks che non riescono a contenere il ritmo imposto dagli uomini di Dallas. Il vantaggio si dilata fino ai venti punti, poi a trenta, con Naji Marshall (19 punti) e lo stesso Christie che si godono una serata in cui ogni scelta offensiva sembra quella giusta. New York rientra negli spogliatoi sotto di 28 lunghezze (47-75), con una prima metà di gara da archiviare in fretta e la sensazione di essere stata travolta più nella testa che nel punteggio.

Lo storytelling non cambia dopo l’intervallo: Christie continua a colpire con una naturalezza disarmante da oltre l’arco, mentre Karl-Anthony Towns (22 punti, 18 rimbalzi) prova a scuotere i Knicks con un atteggiamento più aggressivo ma finisce spesso per forzare, ingolfando l’attacco e non riuscendo a cambiare davvero l’inerzia. Il tabellone resta saldamente dalla parte dei Mavericks fino alla fine del terzo periodo (71-94), con Dallas che controlla ritmo e spazi come in un allenamento ad alta intensità. Nel quarto periodo il Garden prova a crederci quando arriva un mini-parziale di 10-2 che accende per un attimo il pubblico, ma ogni tentativo di rimonta viene spento sul nascere: Moussa Cisse (15 punti, 9 rimbalzi) firma due canestri consecutivi, confermando una presenza instancabile su entrambi i lati del campo e incarnando lo spirito di una squadra che non stacca mai la spina. Non c’è spazio per miracoli, solo per la fotografia di una serata in cui i Mavericks hanno giocato la partita quasi perfetta, imponendo il proprio ritmo, il proprio talento perimetrale e una mentalità da grande squadra in uno dei palcoscenici più iconici della NBA.