Lakers-LeBron, tensioni e retroscena: quando Jeanie Buss pensò alla cessione
Dietro la facciata glamour dei Los Angeles Lakers si è consumata negli ultimi anni una vera e propria faida interna, degna di una serie tv, come raccontato da Baxter Holmes su ESPN in un lungo e dettagliato reportage sulla famiglia Buss e sulla cessione della quota di controllo a Mark Walters. Uno dei passaggi più sorprendenti riguarda il rapporto sempre più complicato tra Jeanie Buss e LeBron James, incrinato già dopo l’arrivo della superstar a Los Angeles nel 2018. Secondo persone vicine alla franchigia, Buss non ha mai digerito del tutto l’idea che James venisse celebrato come il “salvatore” dei Lakers, sottolineando come fosse stato lui a scegliere la squadra e non il contrario, togliendo visibilità alla dirigenza. In privato, Jeanie avrebbe manifestato fastidio per quello che percepiva come un ego ingombrante e per l’influenza esercitata da LeBron e dalla Klutch Sports sulle decisioni sportive.
La frattura si è allargata definitivamente nell’estate del 2021, con la trade per Russell Westbrook, voluta anche per accontentare LeBron ma rivelatasi un disastro tecnico e gestionale. I Lakers chiusero quella stagione sul 33-49, mancando i playoff, mentre James prese progressivamente le distanze dall’operazione. Un epilogo che lasciò grande amarezza ai piani alti, soprattutto considerando che la squadra era a un passo da un’altra strada: lo scambio con Sacramento per Buddy Hield, che avrebbe mantenuto Kentavious Caldwell-Pope e garantito tiro attorno a LeBron e Anthony Davis. Secondo le ricostruzioni, fu proprio James a spingere per il cambio di rotta verso Westbrook, una scelta che Buss non dimenticò. Nel 2022, sempre secondo più fonti, Jeanie arrivò addirittura a riflettere sull’idea di non rinnovare LeBron e, successivamente, di scambiarlo, con i Clippers citati come possibile destinazione, prima che il giocatore firmasse nel 2024 il contratto biennale da 104 milioni con clausola di no-trade.
A peggiorare il clima contribuì anche la sensazione, da parte della proprietà, che LeBron non fosse abbastanza riconoscente per la scelta di draftare Bronny James nel 2024. Una tensione che riflette uno scontro più ampio con la realtà della NBA moderna, dove le superstar detengono il vero potere. James stesso ha spesso provato a ridimensionare il proprio ruolo parlando di sé come di «un semplice dipendente», ma i fatti raccontano altro: le stelle guidano risultati e fatturato, riempiono i palazzetti, attirano sponsor e muovono l’intero sistema. LeBron lo ha fatto come pochi altri, dentro e fuori dal campo, e continua a farlo ancora oggi nonostante l’età. Eppure, secondo quanto filtra dagli ambienti di lega, l’estate 2026 potrebbe segnare la separazione definitiva tra James e i Lakers, una conclusione ormai considerata probabile negli ambienti NBA e che potrebbe finalmente chiudere un capitolo tanto vincente quanto tormentato della storia gialloviola.