Kings travolti dalla pioggia di triple di Fontecchio e degli Heat
Gli Heat arrivano a Sacramento con il peso di quattro sconfitte esterne consecutive, tutte pesanti nel punteggio, e con una rotazione già segnata dalle assenze di Tyler Herro e di Kel’el Ware, miglior rimbalzista stagionale. Ma entrano in campo con un linguaggio del corpo diverso, Bam Adebayo detta il tono vicino al ferro, Norman Powell (22 punti con 4/6 da tre) crea spazi in area e la squadra di Spoelstra costruisce subito un attacco fluido, fatto di extra-pass e ritmo dall’arco. Il primo segnale forte arriva nel secondo quarto, quando gli Heat firmano un parziale da 45 punti con nove triple a bersaglio, trasformando ogni esitazione difensiva dei Kings in un tiro piedi per terra. Andrew Wiggins e Pelle Larsson si inseriscono perfettamente nel sistema, con il secondo che brilla anche come creatore di gioco, mentre dalla panchina Simone Fontecchio (15 punti e 7 rimbalzi in 19') aggiunge una dimensione perimetrale letale con cinque triple che allargano ulteriormente il campo. A metà gara il vantaggio è già consistente (64-77).
Nella ripresa il tema non cambia: gli Heat controllano il ritmo e, pur senza bisogno di strappi clamorosi, mantengono sempre la doppia cifra di margine nell’ultimo quarto. I Kings provano a restare agganciati con le iniziative di DeMar DeRozan (23 punti), chirurgico dal mid-range, e con l’energia di Russell Westbrook, che attacca il ferro con continuità e prova a dare una scossa emotiva ai compagni (22 punti, 7assist). Malik Monk porta punti rapidi dal perimetro, Dylan Cardwell lotta a rimbalzo, ma la difesa di Sacramento non riesce mai davvero a togliere ritmo ai tiratori di Miami, che continuano a viaggiare su percentuali irreali da tre (21 su 42 a fine gara). Ogni tentativo di rientro viene respinto da una tripla o da una lettura intelligente sul pick and roll, con Adebayo sempre più a suo agio nel ruolo di fulcro offensivo (25 punti, 7 rimbalzi) e Powell che punisce ogni rotazione in ritardo. Nel finale, gli Heat amministrano senza affanni, spezzando la serie negativa in trasferta e mandando un messaggio chiaro: anche senza due pezzi importanti della rotazione, quando la palla si muove così e il tiro da fuori funziona, Miami resta una squadra che può mettere in difficoltà chiunque, soprattutto una Sacramento che, dopo quattro vittorie di fila, scopre quanto sia sottile l’equilibrio della propria identità difensiva.