Joe Mazzulla chiude la stagione dei Celtics: «Fallito, ma fedeli al processo»
La stagione dei Boston Celtics si è chiusa con la sconfitta 109-100 in Gara 7 contro Philadelphia, e Joe Mazzulla ha puntato l’attenzione sull’esecuzione più che sulla filosofia. “Mi sono piaciuti i tiri che abbiamo preso, mi è piaciuto il processo, ma odio il risultato” ha dichiarato il coach, sottolineando come la squadra abbia costruito buoni possessi senza riuscire a concretizzarli dall’arco. Boston ha chiuso con il 27% da tre, mentre Philadelphia ha segnato con il 39%, un divario che ha indirizzato la serie. “Non credo ci siamo affidati troppo al tiro da fuori, abbiamo letto bene le situazioni e preso ciò che la difesa ci concedeva… ma bisogna segnare” ha aggiunto.
Senza Tatum, escluso poco prima della palla a due per un problema al ginocchio, Mazzulla ha scelto un quintetto inedito per dare un diverso ritmo alla serie: "È arrivato con un dolore al ginocchio. Con lo staff, e io stesso, abbiamo deciso che non avrebbe giocato". I Celtics hanno inseguito per tutta la partita, arrivando fino a un possesso di distanza nel quarto periodo, ma hanno mancato le occasioni decisive. “Abbiamo difeso con grande intensità, abbiamo avuto due ottimi tiri per passare avanti e non li abbiamo messi” ha spiegato. Per Mazzulla, la differenza l’ha fatta il ritorno di Embiid: “Quando è tornato, loro sono diventati una squadra completamente diversa”. Guardando oltre la sconfitta, il coach ha ribadito la mentalità del gruppo: “Troppo spesso, si sa, tutto ruota intorno alla vittoria, alla vittoria, ma bisogna accettare l'idea che, se si insegue questo obiettivo, si è destinati a fallire. Abbiamo fallito non vincendo, ma restiamo fedeli al processo. Quello che ricorderò è chi sono come competitori, sono grato di averli allenati”.