Jalen Brunson fa trillare un campanello d'allarme ai New York Knicks
I New York Knicks sono una realtà unica nel panorama NBA. Una franchigia particolare, spesso sopra le righe, capace di accendersi grazie all’energia travolgente del Madison Square Garden… ma anche di soffocare sotto quello stesso entusiasmo quando le cose iniziano a girare male. E dall’inizio del 2026, la pressione a New York è salita in modo evidente. L’ultimo campanello d’allarme è arrivato con la sconfitta interna contro i Mavericks, accompagnata dai fischi del Garden verso la squadra di Mike Brown. Un episodio che si aggiunge a un periodo complicatissimo: nove ko nelle ultime undici partite, abbastanza per far scattare la preoccupazione che, dopo le finali di Conference dello scorso campionato e nonostante il cambio del coach, l'atteso ulteriore passo avanti verso il titolo NBA sia ben lungi da venire. Come riportato da ESPN, Jalen Brunson ha quindi convocato una riunione a porte chiuse, riservata ai soli giocatori, per permettere a tutti di parlare apertamente e chiarire la situazione. Il messaggio del capitano sarebbe stato diretto: il problema non è l’allenatore né lo staff. La soluzione deve arrivare dal gruppo e dall’impegno individuale.
La responsabilità parte dai giocatori. «Sappiamo cosa dobbiamo fare come squadra. O lo facciamo perché ci teniamo, oppure non lo facciamo», ha dichiarato Brunson dopo la sconfitta con Dallas, richiamando i compagni alle proprie responsabilità. Con personalità come Mikal Bridges, Josh Hart o Karl-Anthony Towns, lo spogliatoio ha carattere e leadership per cambiare rotta. Ma a New York le parole contano poco: servono fatti. E i tifosi, già sul piede di guerra, guarderanno soprattutto all’atteggiamento difensivo e all’intensità già dal prossimo derby contro Brooklyn, sempre una partita dal sapore speciale. Sulla stessa linea di Brunson, Josh Hart non ha usato mezzi termini: «Dobbiamo guardarci dentro, tutti. In questo momento stiamo giocando un basket imbarazzante. In attacco non siamo efficienti. In difesa siamo stati disastrosi. Lo siamo stati per tutta la stagione».