I retroscena del caos Bucks e Giannis Antetokounmpo: cosa è accaduto in questi mesi
La stagione dei Milwaukee Bucks si è trasformata in un vero e proprio disastro, con l'esclusione dai playoff e un'atmosfera a dir poco tossica all'interno della franchigia. ESPN rivela i retroscena di quanto accaduto in questi mesi. Il segnale più evidente del malessere è emerso a metà dicembre, dopo un'umiliante sconfitta di 45 punti contro i Brooklyn Nets. Durante un allenamento caratterizzato da una preoccupante passività generale, il leader emotivo Bobby Portis è esploso contro i compagni: "Ecco perché facciamo schifo: ci comportiamo come se andasse tutto bene e non abbiamo nessuna fottuta urgenza. Abbiamo appena perso di 45. Il linguaggio del corpo di tutti è terribile. Nessuno ascolta gli allenatori". Quel momento di rottura ha scoperchiato il vaso di Pandora di uno spogliatoio descritto da una fonte interna con parole inequivocabili dopo un'ennesima disfatta: "Sembra un funerale". L'assenza di coesione è stata poi certificata dalle statistiche disastrose, con la squadra fuori dalle prime 25 posizioni sia per rating offensivo che difensivo.
I retroscena rivelati: il rapporto ormai rotto tra Giannis Antetokounmpo e la dirigenza
Il vero nucleo della crisi, tuttavia, riguarda i retroscena emersi sul rapporto ormai rotto tra Giannis Antetokounmpo e i Bucks. Nonostante le mosse del general manager Jon Horst, la fiducia del fuoriclasse greco è crollata. Già a dicembre, Antetokounmpo e il suo agente avevano ribadito la richiesta di cessione, richiamandosi a una promessa della proprietà per un addio collaborativo. Una fonte ha rivelato: "Giannis ha voluto gestire la cosa professionalmente essendo molto chiaro con la squadra. Questa poteva essere una risoluzione felice ma invece potrebbe finire per essere una rottura spiacevole". La dirigenza ha però esitato davanti alle offerte. Come ha sintetizzato crudamente un membro dello staff: "Il nocciolo del problema è la sensazione che Giannis non voglia essere qui in nessun giorno", aggiungendo che "Quando il tuo miglior giocatore ha un piede dentro e uno fuori, non vincerai". Il comproprietario Wes Edens ha infine tracciato il bivio futuro: "Accadrà una di queste due cose: o gli verrà prolungato il contratto, o verrà scambiato".
Caos tecnico: lo scontro tra Doc Rivers e uno spogliatoio senza identità
La tensione è degenerata ulteriormente sotto la guida di coach Doc Rivers, incapace di ricucire uno strappo sempre più profondo con i giocatori. A marzo, Rivers ha tenuto una riunione dai toni durissimi, ricordando il suo palmarès: "Ho portato ai playoff e al campionato squadre che non avrebbero dovuto esserci. Pensavo che questa fosse una di quelle. O siete con noi o contro di noi. Se non giocate duramente, non vi faremo più giocare. So tutto quello che succede in questo edificio". Questa linea intransigente ha portato all'esclusione temporanea di Kyle Kuzma e a frizioni con le guardie Ryan Rollins e Kevin Porter Jr. Lo stesso Antetokounmpo aveva precedentemente denunciato pubblicamente i problemi strutturali della squadra: "La chimica non c'è. I ragazzi sono egoisti, cercano i propri tiri invece di cercare il tiro giusto per la squadra. I ragazzi cercano di fare da soli". Il risultato finale è stato uno scollamento totale, riassunto da un'altra fonte interna in modo lapidario: "Non abbiamo un'identità".
Un futuro incerto e l'epilogo di una stagione fallimentare
C'è qualcosa che non va in questa stagione". Ora, Milwaukee si affaccia a un'estate infuocata, dove un drastico cambiamento sembra l'unico epilogo possibile. Per Giannis Antetokounmpo si tratta solo di sapere dove andrà. ESPN rivela che Timberwolves, Miami Heat e Golden State Warriors erano tra le squadre più interessate ad Antetokounmpo. Ma in particolare si legge come alla deadline: "I Bucks avevano preso seriamente in considerazione l'offerta degli Heat, incentrata su Tyler Herro, Kel'el Ware, altri giocatori e diverse scelte al draft, oltre a scambi di scelte. Il 4 febbraio Milwaukee valutò l'ipotesi di procedere con Miami. Tuttavia, la proprietà riteneva che la mossa migliore fosse quella di trattenere Antetokounmpo e attendere offerte migliori in estate. La mattina del 5 febbraio, i Bucks comunicarono agli Heat che non avrebbero accettato alcuna offerta".