I Miami Heat di Simone Fontecchio (12 punti) travolgono i Washington Wizards
Serata da ricordare per i Miami Heat di Simone Fontecchio, che a Washington firmano una vittoria larga nel punteggio - la 14esima stagionale con 130 punti segnati - ma soprattutto molto chiara nei contenuti: 132-101 sui Wizards, con Kasparas Jakucionis protagonista assoluto di una prova offensiva scintillante. Il giovane estone non sbaglia praticamente nulla dall’arco, chiudendo con un irreale 6/6 da tre e 22 punti complessivi, mentre Bam Adebayo mette il suo marchio sulla partita con altri 22 punti e una presenza costante nel pitturato. Attorno a loro, Miami costruisce una prestazione corale di alto livello: Norman Powell aggiunge 21 punti con la solita aggressività, Kel'el Ware domina a rimbalzo e firma una doppia doppia da 19 punti e 14 rimbalzi, Simone Fontecchio una prestazione a tutto tondo con 12 punti (4/8 da due, 1/3 da tre. 3/3 in lunetta), 5 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi in 19'04". Gli Heat, reduci da due sconfitte consecutive, ritrovano così ritmo e fiducia, avvicinandosi all’Orlando settima in classifica a Est e confermando la sensazione di una squadra che, quando trova fluidità in attacco, può mettere in difficoltà chiunque.
Dall’altra parte, i Wizards incassano due segnali opposti: da un lato la buona prova di Tristan Vukcevic, miglior realizzatore dei suoi con 14 punti, e la doppia doppia di Alex Sarr (12 punti e 12 rimbalzi), dall’altro una serata complicata sul piano della tenuta mentale e fisica, con le uscite anticipate per infortunio di Kyshawn George e Bilal Coulibaly a rendere ancora più pesante il passivo. Washington parte forte, tocca anche il +9 in avvio, ma viene travolta dall’onda lunga di Miami già prima dell’intervallo: gli Heat ribaltano l’inerzia e vanno al riposo sul 74-52, dominando a rimbalzo (36-22 nella prima metà) e correndo in campo aperto. Nel terzo quarto la difesa di Spoelstra alza ulteriormente il livello, costringendo i Wizards a 10 palle perse nel solo periodo e allungando fino al 107-75, margine che di fatto chiude ogni discorso. Il resto è gestione, con Miami che controlla il ritmo fino alla sirena e si gode una vittoria larga nel punteggio ma soprattutto significativa per il modo in cui è arrivata, in un momento chiave della corsa playoff nella Eastern Conference.