I Lakers si svegliano tardi, i Clippers li respingono indietro nel derby

I Lakers si svegliano tardi, i Clippers li respingono indietro nel derby
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Dopo un breve road-trip a Ovest, i Clippers ritrovano l’Intuit Dome e soprattutto Kawhi Leonard, subito protagonista in avvio di derby contro i Lakers: l’ala segna 8 dei primi 12 punti dei padroni di casa e dà il tono a una serata che sembra mettersi presto in discesa. Per qualche minuto le due squadre si scambiano colpi e canestri, ma appena Tyronn Lue apre la panchina la partita prende una piega precisa: Kobe Sanders entra e infila due triple in serie, James Harden lo imita dall’arco e chiude il primo quarto con un’altra bomba che porta i Clippers sul 36-29, nonostante il buzzer beater di Rui Hachimura a tenere i Lakers in scia.

Nel secondo periodo il solco si allarga grazie al lavoro di tutto il gruppo: John Collins punisce gli spazi lasciati dalla difesa, Ivica Zubac domina a rimbalzo e trova punti vicino al ferro, Harden aggiunge un gioco da tre punti che fa esplodere il pubblico. I Lakers faticano a contenere l’emorragia, non trovano contromisure al fisico di Zubac e alle letture del backcourt, e il tentativo di risposta di Deandre Ayton nel pitturato non basta a evitare il -17 dell’intervallo (64-47) dopo la rubata e il contropiede solitario di Kris Dunn. L’inizio di ripresa sembra la fotocopia del primo tempo: un altro “and-1” di Harden vale il +20, Leonard continua a dissezionare la difesa gialloviola, manda al bar Jake LaRavia con una finta per il jumper dalla media e poi lo punisce ancora con una tripla frontale per il 72-49 che sa di sentenza anticipata.

Ma il derby di Los Angeles, si sa, non finisce mai davvero prima della sirena: proprio quando sembrano sott’acqua, i Lakers si aggrappano al talento di Luka Doncic, che innesca Rui Hachimura con un alley-oop e apre un 11-2 che ridà vita alla squadra di JJ Redick. Il parziale si allunga con un’altra lob pass per Jaxson Hayes e, complici alcune palle perse sanguinose dei Clippers, il terzo quarto si chiude con LeBron James che vola in contropiede e riporta lo scarto a 14 punti (86-72), riaccendendo il derby. L’ultimo periodo si apre con un 5/5 al tiro per i Lakers, che tornano a -10, poi Marcus Smart completa un gioco da tre punti e Doncic firma una tripla complicata in faccia a Kris Dunn: in un attimo il margine si riduce a due soli possessi e l’Intuit Dome trattiene il fiato.

È lì che Harden decide di riprendere il controllo: una tripla dall’arco lancia un 10-0 Clippers (103-91) che sembra chiudere i conti, ma i vicini di casa non mollano e sfruttano altre due perse per tornare fino al 103-99. Nella volata finale, però, l’esperienza dei padroni di casa fa la differenza: entrando nell’ultimo minuto, con ancora cinque punti di margine, Leonard attira la difesa e trova John Collins libero dietro l’arco per il tiro che spegne definitivamente la rimonta. Il 112-104 finale non è solo il ritorno alla vittoria dopo il passo falso di Chicago, ma anche la conferma che questi Clippers, pur capaci di complicarsi la vita, hanno trovato una struttura offensiva in cui Kawhi e Harden possono alternarsi nel ruolo di closer, lasciando ai Lakers il rimpianto di essersi svegliati troppo tardi.