Grizzlies, ancora senza Ja Morant: instabilità e infortuni frenano Memphis
Per i Memphis Grizzlies la parola che definisce questa stagione resta una sola: instabilità. L’ennesima conferma arriva dall’assenza di Ja Morant, che salterà anche la sfida casalinga contro gli Oklahoma City Thunder di questa sera, venerdì 9 gennaio, a causa di una contusione al polpaccio destro, la quarta partita consecutiva fuori e il segno di una stagione vissuta a singhiozzo. Tutto parte dal 2 gennaio, nella sconfitta contro i Los Angeles Lakers, quando il play All-Star appare visibilmente limitato nel finale: da lì in poi, un continuo oscillare tra “questionable” e “out”, fino alla decisione di fermarlo di nuovo dopo che coach Tuomas Iisalo lo aveva definito “game-time decision” prima del ko con i Phoenix Suns. Non è un territorio nuovo per Morant: già il 15 novembre aveva subito uno stiramento di primo grado allo stesso polpaccio contro i Cavaliers, rimanendo fuori dieci gare prima del rientro del 12 dicembre. Così, mentre il conto delle partite saltate sale a 20 e quindi addio anche alla corsa ai premi post-season per il giocatore, i Grizzlies continuano a vivere di fiammate e crolli, incapaci di dare continuità a una squadra che senza il suo creatore principale fatica a ritrovare ritmo, pressione al ferro e identità offensiva, come dimostra il passaggio repentino in 24 ore dalla convincente vittoria interna con gli Spurs al pesante 117-98 incassato contro Phoenix.
Il problema, però, va oltre il solo Morant e si allarga a un roster che non trova mai una vera stabilità: Ty Jerome e Scotty Pippen Jr. non hanno ancora messo piede in campo per problemi rispettivamente al polpaccio e al piede, Memphis ha già utilizzato più di una dozzina di quintetti diversi in 37 partite e Iisalo non nasconde quanto questa rotazione fluida stia frenando crescita e coesione. «C’è una costante instabilità nel roster, cambia ogni partita. Puoi davvero iniziare a migliorare solo quando hai un po’ di stabilità. Noi non l’abbiamo ancora avuta», ha ammesso il coach, sottolineando come le difficoltà emergano soprattutto nei finali: decisioni affrettate, spaziature imperfette, comunicazione difensiva intermittente, tutte fragilità che l’assenza di Morant amplifica. Qualche segnale positivo arriva dal fronte infortuni: il rookie Cedric Coward è stato rivalutato come “questionable” dopo la distorsione alla caviglia rimediata atterrando sul piede di Deandre Ayton, con la risonanza che ha escluso danni seri e un possibile rientro già contro OKC o nella sfida con i Nets; si attende inoltre un aggiornamento su Zach Edey, fermo per una reazione da stress alla caviglia, il cui recupero potrebbe dare un minimo di ordine alle rotazioni del frontcourt. Ma finché la parola “stabilità” resterà solo un obiettivo e non una realtà, ogni assenza di Morant continuerà a pesare come un macigno sulla stagione dei Grizzlies.