Detroit fa la voce grossa: Boston cade di un punto nel MLK Day
Il “MLK Day” regala subito il manifesto dell’Est: Pistons contro Celtics in un palazzetto rovente, con Detroit che si prende la scena e chiude la serata con un successo di misura, 104-103, al termine di una gara che non ha tradito le aspettative. Boston parte come se volesse chiudere la pratica in fretta: Sam Hauser riprende da dove aveva lasciato con la tripla iniziale, Jaylen Brown attacca il ferro in modalità bulldozer e il primo strappo è biancoverde, costruito soprattutto sull’intensità difensiva e sul 16-8 che sembra indirizzare il copione. Ma sotto il ferro la musica cambia: Jalen Duren comincia a dominare il pitturato, piazza sette punti consecutivi e riporta i Pistons a contatto, mentre l’ingresso di Isaiah Stewart accende subito la miccia con un principio di rissa con Brown, fotografia perfetta della tensione tra due squadre che si contendono il trono dell’Est (26-29). Da lì in poi, Detroit decide che a parlare sarà la difesa: recuperi nelle linee di passaggio, stoppate feroci come quella di Stewart su Neemias Queta e una muraglia che costringe Boston a vivere e morire sul perimetro. Cade Cunningham guida le transizioni, un suo recupero si trasforma nella tripla di Javonte Green, poi Ausar Thompson firma la sequenza da highlights con stoppata e schiacciata in contropiede per il sorpasso (37-33). I Celtics restano aggrappati, ma la mira da tre si inceppa mentre dall’altra parte Duncan Robinson trova ritmo dall’arco e alimenta il 16-4 che manda i Pistons avanti 59-51 all’intervallo,
Il margine in doppia cifra, però, dura lo spazio di un rientro dagli spogliatoi: Boston incassa, poi restituisce colpo su colpo e lo fa proprio da tre punti. Hauser e Payton Pritchard firmano i primi 13 punti dei Celtics nel terzo quarto, cancellano il vantaggio di Detroit e riportano tutto in parità sul 64-64, trasformando la gara in un vero match di boxe tra stili opposti ma valori molto vicini. Cunningham alza il pallone per l’alley-oop di Duren, Brown risponde spegnendo i parziali con le sue triple e serve tutta la sapienza di Tobias Harris dal mid-range per tenere i Pistons un passo avanti prima dell’ultimo periodo.
L’ultimo quarto è un thriller puro: Jaden Ivey esce dal cilindro con una tripla pesante, Duncan Robinson infila la quinta bomba della sua serata e Detroit vola a +5 (96-91), ma Boston non molla. Queta cambia l’inerzia con la sua energia su entrambi i lati del campo, Brown continua a trovare varchi fino al ferro e a tre minuti dalla fine i Celtics rimettono il naso avanti, facendo pensare all’ennesima rimonta firmata dal loro leader. A decidere, però, è il dettaglio: dopo un 6/25 da tre nei primi tre quarti, i Pistons firmano un 5/10 dall’arco nel solo quarto periodo, con Tobias Harris che si prende la scena da protagonista assoluto con due triple nelle ultime battute. Brown sbaglia due liberi ma si riscatta con due floater, fino ad avere tra le mani il tiro della vittoria: il suo fadeaway danza due volte sul ferro prima di uscire, lasciando il Chase Center virtuale in apnea e consegnando a Detroit una vittoria di prestigio, di carattere e dal peso specifico enorme nella corsa al vertice dell’Est.