Chicago travolge i Clippers con lo show di Buzelis e Dosunmu

Matas Buzelis
Matas Buzelis
© foto di nba.com

I Clippers arrivavano a Chicago forti di sei vittorie consecutive e della sensazione di poter gestire anche le serate meno brillanti, come quella a Washington contro i giovani Wizards. Per dodici minuti lo script sembra confermato: James Harden orchestra, il tandem Dunn-Collins tiene il ritmo alto e gli ospiti chiudono avanti il primo quarto (27-30), convinti di avere il controllo della gara. Poi, però, i Bulls cambiano tono: un alley-oop feroce di Matas Buzelis e una schiacciata autoritaria di Nikola Vucevic accendono il pubblico e aprono un 11-0 che ribalta l’inerzia (47-37). Da lì in poi Chicago gioca sulle onde dell’entusiasmo: Ayo Dosunmu infila due triple consecutive, Buzelis lo imita con 8 punti filati e altre due bombe che spingono il margine fino al +21 all’intervallo (70-49), trasformando una sfida teoricamente equilibrata in una dimostrazione di forza.

Come spesso accade con una squadra dal talento offensivo dei Clippers, la reazione arriva in uscita dagli spogliatoi: John Collins, Kobe Sanders e lo stesso Harden trovano ritmo dall’arco (61-76), poi ancora Collins si prende la scena con 8 punti in fila, tra due triple e un alley-oop servito da Ivica Zubac, riportando Los Angeles a sole sei lunghezze (80-74) e rimettendo pressione sui Bulls. È il momento in cui la squadra di Billy Donovan mostra la propria forza: la difesa si fa ruvida, le linee di passaggio vengono negate e da quella intensità nasce un nuovo parziale, questa volta di 13-0, firmato da Tre Jones, Dosunmu, Jalen Smith e ancora Buzelis, che alterna triple e schiacciate spettacolari per ristabilire il +20 (97-77). Da lì in avanti Chicago gioca in totale controllo, alimentata da una serata irreale dall’arco (25/47 di squadra): Dosunmu e Vucevic aprono il campo, Coby White si prende la vetrina finale con un 4/4 da tre che fa esplodere il punteggio (124-91) e chiude simbolicamente una partita che finirà 138-110, lasciando ai Bulls la sensazione di aver mandato un messaggio forte alla Western Conference e ai Clippers il promemoria che, senza difesa, il talento non basta.