Chicago Bulls, risposta di orgoglio: il backcourt accende il successo sui Mavericks

Chicago Bulls, risposta di orgoglio: il backcourt accende il successo sui Mavericks
© foto di nba.com

Dopo tre sconfitte consecutive contro rivali della Eastern, ai Bulls serviva una partita che rimettesse il verso giusto alla stagione, più ancora del singolo risultato, e la risposta è arrivata contro i Mavericks, formazione dell’Ovest ma soprattutto squadra mai davvero padrona della serata. L’espulsione precoce di coach Jason Kidd ha tolto un riferimento a Dallas, ma è stata soprattutto Chicago a dettare il ritmo, sfruttando la profondità del proprio roster e le certezze del backcourt: Coby White ha messo sul parquet punti (22) e iniziativa, Ayo Dosunmu ha unito produzione offensiva ed efficienza al tiro, mentre attorno a loro si accendevano altri cinque giocatori in doppia cifra, segnale di un attacco che questa volta ha condiviso responsabilità e pallone. I Mavs hanno provato a restare agganciati con una distribuzione equilibrata dei punti – con Ryan Nembhard tra i più presenti – ma senza mai trovare quello strappo emotivo necessario per cambiare davvero l’inerzia di una gara sempre inseguita, già in doppia cifra di margine a favore dei Bulls all’intervallo (66-55).

Il momento chiave è arrivato all’alba dell’ultimo quarto, quando la sensazione di controllo di Chicago si è trasformata in dominio tecnico e mentale. Kevin Huerter ha aperto il parziale buono con una lettura interna perfetta per Matas Buzelis, poi una tripla in transizione e un gioco da tre punti in campo aperto hanno spezzato il filo sottile a cui Dallas era ancora appesa, mentre dall’altra parte Cooper Flagg non riusciva a trovare ritmo al tiro. Proprio Buzelis ha poi continuato a cavalcare l’onda, correndo il campo e chiudendo in schiacciata il controbreak che ha dato corpo a un 10-0, preludio di un allungo fino alle venti lunghezze di margine e di un successivo 21-4 che ha di fatto chiuso ogni discorso. Più che il singolo scarto, a Billy Donovan interessa però il modo in cui i Bulls hanno guidato la gara: mai in affanno, sempre con la sensazione di avere una risposta in più rispetto a Dallas, tornando a somigliare a una squadra capace di costruire abitudini e convinzioni utili a reggere l’urto della prossima serie di impegni nella Eastern Conference.