Booker e la panchina Suns piegano i Sixers senza Embiid
Dopo una notte già intensa contro i Pacers, Philadelphia si vede costretta a scendere di nuovo in campo senza Joel Embiid e Paul George, per l'arrivo dei Suns in Pennsylvania cche si ritrovano un'occasione da sfruttare, pur dovendo a loro volta gestire un back-to-back. Il rientro di Jalen Green permette a Phoenix di presentarsi con il roster al completo e, alla lunga, questa differenza di profondità si vede: gli ospiti vincono 116-110 grazie a una seconda metà di gara più lucida, in cui Devin Booker si prende la scena con 27 punti, rispondendo colpo su colpo alle fiammate di VJ Edgecombe (25 punti e 7 rimbalzi) e di un Kelly Oubre Jr. sempre aggressivo. In controluce resta il duello a distanza con Tyrese Maxey, fermato a 20 punti con percentuali complicate, segnale di una difesa Suns capace di sporcare linee di passaggio e ritmo dei Sixers.
La chiave, però, non è solo la stella: è la panchina di Phoenix a spostare davvero l’equilibrio. Grayson Allen firma una prova completa tra punti, assist e rimbalzi, Jordan Goodwin e Oso Ighodaro danno energia e concretezza, mentre lo stesso Jalen Green, al rientro, aggiunge punti e pericolosità perimetrale, allungando la rotazione di Frank Vogel (53-57). Dopo l’intervallo i Suns alzano il livello di aggressività, non sbagliano un tiro libero (20/20) e costruiscono il break decisivo con un 14-5 a fine terzo quarto, orchestrato proprio da Booker e Allen contro una Philadelphia disorganizzata dietro e meno precisa dall’arco. I Sixers, sospinti dal lavoro a rimbalzo di Andre Drummond e dal tentativo di reazione di Maxey, risalgono fino a sfiorare la rimonta, ma il -17 accumulato e la maggiore solidità di una squadra profonda come Phoenix rendono l’impresa solo abbozzata, lasciando ai Suns una vittoria che pesa in classifica e nella consapevolezza del gruppo.