Virtus Bologna spalle al muro ma con il capitano. Si cerca alternative a Edwards, speranza Vildoza
Per la seconda volta in questi playoff, la Virtus Bologna si ritrova spalle al muro, a un passo dalla eliminazione. La prima volta è andata bene, contro Trento, con la squadra di Nenad Jakovljevic che ha trovato le forze per risollevarsi. Stavolta è Venezia ad essere avanti dopo aver strappato un'intensa Gara 3 al Taliercio. L'espulsione di Daniel Hackett è stata certamente decisiva a poco più di metà dalla fine della partita, con il capitano che dopo aver visto ricevere due giornate di squalifica dal Giudice Federale, potrà scendere in campo per il ricorso alla Corte Sportiva d'Appello che ha ridotto la sanzione a una singola giornata, permettendo di trasformarla in semplice ammenda.
IDEE E SCELTE
Jakovljevic e il suo staff allo studio per nuove idee, a distanza di 48 ore da una partita molto combattuta che ha richiamato tanto la prima delle sfide di questa serie. Da una parte ci sono meriti della Reyer, con un Tessitori magnifico nella lotta azzurra con Diouf e contro l'inesperto Diarra, e il duo Cole-Bowman (quanto è vero quando si dice che è un giocatore che è sempre meglio avere dalla propria parte), salito di tono quando contava. Ma è anche vero che la Virtus è sembrata a corto di soluzioni: l'assenza di tre titolari in questo senso è stata pesantissima. Quelle di Pajola e Alston così come lo è stata quella di Luca Vildoza per il quale c'è qualche chance in vista di Gara 4. L'argentino dopo aver lavorato alla riabilitazione per una lesione muscolare da trauma ha raggiunto la squadra in laguna, e potrebbe provare il tutto per tutto per esserci. Se così sarà, Jakovljevic potrebbe tenere fuori l'impalpabile Alen Smailagic per avere più soluzioni offensive con uno Yago Dos Santos in più che tanto male non ha fatto in Gara 3.
SERVONO SOLUZIONI OFFENSIVE
Le assenze di Gara 3 hanno tolto qualsiasi scelta di rotazione alla VNera, ma soprattutto soluzioni offensive. È stato - come detto - lo specchio di Gara 1, con Carsen Edwards a prendersi responsabilità offensive per tutti i minuti finali, e di Gara 3: il texano ha chiuso con 8/13 dall'arco, il resto della squadra 2/11. E se Matt Morgan firma una partita così negativa, c'è poco da fare. In tal senso non avere Alston - che ricordiamo essere il secondo violino offensivo di questa squadra - è la batosta più importante, laddove nello stesso ruolo Jallow - battezzato a ogni occasione - e Niang, non offrono soluzioni efficaci dall'arco permettendo alla difesa Reyer di chiudersi.