Tazè Moore e la «Varese Basketball»: "Questa è la nostra pallacanestro"
Intervistato su “La Prealpina”, la guardia della OJM Varese Tazè Moore ha parlato della scelta di giocare dall’altro lato dell’Oceano Atlantico: “Tra casa mia e Varese la differenza è notevole. Ma non è questione di location: quel che manca è la mia famiglia. A poco a poco sostituita dai compagni di squadra e da tutte le persone della società che mi aiutano a non pensare alla distanza dai miei cari. Per ora Varese l'ho girata pochissimo: il tempo libero lo trascorro principalmente a Milano che offre attrazioni da grande città. Ma in realtà sto molto a casa, guardando film e partite di basket. Incluse le mie? Si, mi piace studiare le partite per imparare dagli errori e capire dove migliorare: puoi giocare fino allo sfinimento sul campo, ma solo rivedendole si può davvero crescere, cercando di capire dove ho sbagliato".
Contro Napoli, Moore si è esaltato per le sue qualità a tutto tondo sul parquet: “Most Versatile Player? Mi piace, la faccio mia, rispecchia quel che sono in campo. Non voglio avere una sola dimensione, metto orgoglio in difesa, amo coinvolgere i compagni e lottare a rimbalzo, aspetto sul quale il coach insiste molto. I punti vanno e vengono ma ci sono altri modi di aiutare la squadra. Gioco per divertirmi e divertire i tifosi, cerco di mettere energia in ogni cosa che faccio in campo, e di aiutare così la squadra".
Varese sta crescendo nell’ultimo periodo: “Stiamo mettendo sempre più in atto le richieste del coach; ci chiede di essere aggressivi e ci abitua ad esserlo stabilmente in partita. Ogni giorno corriamo, saltiamo e lottiamo: è il "Varese Basketball" nella sua essenza. Così ogni allenamento è una guerra: poi la domenica gli avversari hanno tattiche e piani partita, ma è quasi meno faticoso giocare contro chi non è abituato al nostro livello quotidiano di aggressività".